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Archivio Febbraio 2014

L’agricoltura sarda nel dibattito elettorale

4 Febbraio 2014 18 commenti

L’Unione Sarda on line
La Coldiretti ai candidati-governatore:
“Quale futuro per l’agricoltura sarda?”
Il confronto Coldiretti-candidati Articoli Correlati Regione, Devias(Fiu) contro Coldiretti: “Ero assente, non mi hanno invitato”.

Accesso al credito, trasporti e rilancio delle filiere del settore. Sono questi gli argomenti toccati dal presidente uscente e candidato governatore del centrodestra, Ugo Cappellacci, dalla scrittrice Michela Murgia (Sardegna Possibile), dal leader di Unidos e della coalizione del Popolo Sardo, Mauro Pili, e dal candidato del centrosinistra, Francesco Pigliaru, durante il confronto organizzato a Cagliari dal Coldiretti Sardegna, dal titolo, “Made in Sardinia? Prendere o lasciare”. Secondo Cappellacci, per ripartire serve dare accesso al credito, “e portare subito all’attenzione del Consiglio regionale la riforma delle agenzie agricole”. Per il presidente uscente occorre puntare sul microcredito e operare con le banche attuali perchè aiutino le imprese e sostengano soprattutto quelle in difficoltà. Poi c’è da rilanciare la filiera del prodotto sardo, “che non può essere definito tale se una parte sfiora il territorio extraregionale”. Su cosa concentrare le risorse? “Carni, formaggi, vino, olio e grano”. Murgia ha sostenuto che “le aziende chiedono assistenza e servizi e non solo denaro e fin quando non avremo una banca sarda seria, aiutarci tra noi è una mossa intelligente. Le guerre del futuro si faranno per la roba da mangiare e da bere – ha spiegato – Occorre mettere le aziende sarde nelle condizioni di rispondere prioritariamente al mercato sardo, mentre oggi la Regione è matrigna sull’agricoltura. Si parla di sburocratiozzazione? Ma chi ha governato sino ad oggi cosa ha fatto?”. “La strategia è abbattere la dipendenza dalle produzioni agroalimentari che arrivano da fuori – ha osservato Pili – ma la pentola è bucata, con un sistema bancario sardo ed Equitalia che remano contro”. Secondo il leader di Unidos, “le filiere del consumo e del commercio vanno indirizzate”, i consorzi di bonifica “devono essere restituiti agli agricoltori” e occorre rivedere il sistema delle autorizzazioni nei diversi procedimenti amministrativi. Pigliaru, invece, vede una via d’uscita nell’export ai mercati esteri puntando alla vendita dei prodotti ai turisti in una “multifunzionalità organizzata”. Il candidato del centrosinistra propone una nuova specializzazione del credito agricolo e annuncia “strumenti per valutare gli investimenti”. Infine “è urgente stare nei tavoli in cui stanno negoziando i primi pilastri della Pac e soprattutto bisogna fare delle scelte”.

L’Unione Sarda on line, Martedì 04 febbraio 2014 15:44

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SardinaPost on line 4 febbraio 2014
Pigliaru e Murgia, attacco a Cappellacci

Ugo Cappellacci finisce sotto il tiro di Francesco Pigliaru e Michela Murgia. Comincia e si chiude così il primo dibattito pubblico tra i candidati governatore chiamati al confronto dalla Coldiretti. Tema: il made in Sardinia dell’agroalimentare, ovvero il rilancio di “un settore in agonia”, dice il presidente dell’associazione, Battista Cualbu. Scintille anche tra Mauro Pili e il governatore uscente.

LEGGE 44 – Tocca proprio a Cappellacci aprire il dibattito al Caesar’s hotel di Cagliari. E il capo della Giunta, al quale gli altri candidati ricordano di continuo di aver governato negli ultimi cinque anni, parte dalla legge 44. Venne approvata dalla Regione nel ’98 per sostenere le imprese di settore con mutui a tasso agevolato. Ma l’Ue ha fatto scattare la procedura d’infrazione imponendo la restituzione delle risorse con gli interessi: di lì la piaga delle aste giudiziarie a cui fa riferimento Cappellacci. “A giorni – dice il presidente – arriveranno le lettere dei nostri uffici. Chi ha usufruito della 44 non deve più pagare gli interessi, abbiamo risolto un problema”.

PRIMO AFFONDO – In sala nessuno esulta, sebbene la legge in questione abbia messo in ginocchio oltre 1.500 aziende agricole, tra le 4.947 che accesero mutui per un totale di 32,5 milioni, a cui se ne sono aggiunti 26 di interessi. E anzi: l’applauso è più vigoroso arriva quando sul tema interviene la Murgia. “Sono abituata – osserva la candidata di Sardegna Possibile – a essere schietta. La situazione della 44 non è come l’ha spiegata il presidente: in questi giorni staranno pure arrivando le lettere della Regione, ma per sapere se veramente le aziende non dovranno restituire gli interessi, bisognerà attendere un ulteriore conteggio. Questo perché l’Ue ha deciso di considerare quegli aiuti come regime in de minimis (cioè sostegno di piccola entità, quindi ammesso), e ciò significa che c’è una soglia massima da rispettare. Ovvero non tutte le aziende potranno godere di quel trattamento”.

PAC – Contro Cappellacci punta il dito anche Pigliaru, e pure lui raccoglie il consenso della platea. “In queste settimane – spiega il leader del centrosinistra – si sta decidendo quante risorse stanziare per la Sardegna attraverso il Piano agricolo comunitario (Pac). La forbice va da 150 milioni a 300. Per questo serve esserci nei tavoli dove si fanno le scelte. Spero che la giunta Cappellacci non stia mancando, anche se mi dicono la Regione ha optato per il sistema irlandese. Un sistema che ci penalizzerebbe, in quanto riparte i fondi per ettaro (coltivato). E la Sardegna, qualora si seguisse questo calcolo, è nella fascia basse di attribuzione”, avendo un’agricoltura estensiva.

ENTI REGIONALI – Si arriva così alla gestione politico-amministrativa del settore. Pili strappa un applauso spontaneo: “Non è pensabile che il 90 per cento delle risorse messe a bilancio venga utilizzato per pagare gli stipendi. I soldi servono per fare i miglioramenti fondiari e investire in tecnologia”. Così Pigliaru: “Da una scrivania non si risolvono i problemi, il personale della Regione deve andare a fare assistenza nei territori”. La Murgia: “Agli agricoltori è chiesto di scrivere anche i business plan, è un’assurdità, quello non è il loro mestiere. Le aziende vanno supportate”. Cappellacci: “Questo tema mi è gradito, perché le Agenzie sono il fallimento della precedente amministrazione. Noi abbiamo proposto una riforma per accorpare Argea all’assessorato all’Agricoltura, e unire Laore e Agris in un’unica struttura di assistenza e ricerca”.

I CONSORZI – Al Caesar’s si parla anche di acqua. È ancora Pili a rilanciare il tema. “Non è pensabile che le imprese agro-zootecniche si accollino non solo i costi della risorsa idrica, ma anche quelli per la bonifica. Si tratta di una scelta ingiusta, perché le aziende agricole garantiscono i presidio del territorio”. Pili, quindi, attacca Cappellacci sui Consorzio di bonifica: “Basta con lo scaricare sulle imprese i costi dei commissariamenti”. Ma il governatore uscente non ci sta: “L’onorevole Pili dimentica che la sua Giunta destinò a questi enti 100 milioni”.

COMMERCIALIZZAZIONE E TRASPORTI – E se la continuità territoriale delle merci “va ripensata, perché le imprese sarde pagano l’insularità a caro prezzo”, concordano i quattro governatori, le sfumature non mancano sulle ricette anti-crisi. Pigliaru: “Il nostro orizzonte non è una Sardegna ripiegata su stessa che produce per la propria sussistenza. Dobbiamo aprirci al mondo. C’è per esempio il mercato asiatico che chiede latte”. Pili: “Il latte dobbiamo tenercelo in Sardegna per industrializzare il settore, dalla materia prima alle produzioni di eccellenza, un obiettivo che si può raggiungere se cominciamo a ragionare di filiere”.

PRS – La Murgia non risparmia Cappellacci nemmeno sul Piano di sviluppo rurale. “Ad oggi in Regione non esiste nemmeno una bozza, a riprova che questa Giunta non ha un’idea di agricoltura. Non solo: ci risulta che Bruxelles abbia deciso di bloccare alla Sardegna le risorse del Fondo sociale europeo (Fse), dopo aver rilevato tutta una serie di errori nella documentazione. Per evitare lo stop sarebbero bastato fare i cosiddetti controlli di secondo livello, sollecitati da tempo dall’Unione Europea”.

Alessandra Carta