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Archivio Marzo 2013

Chimica verde: adelante con juicio

19 Marzo 2013 47 commenti

(L’Unione Sarda, martedì 19 marzo 2013)
I risultati del primo anno sui campi sardi. Riflessi sulle filiere ovina e caprina.
L’Università: ci crediamo Matrìca, avanti tutta con il cardo selvatico La società: esperimento riuscito con la coltivazione sui 15 ettari della Nurra

Terreni marginali, non utilizzabili in agricoltura per produzioni destinate all’alimentazione, rappresentano la scommessa di Matrìca, la società per la chimica verde nata a Porto Torres dall’alleanza fra Eni e Novamont.
Su quindici ettari della Nurra, a breve distanza dal cimitero di ferro del petrolchimico, è stata avviata nell’autunno 2011, in forma sperimentale, la coltivazione del cardo selvatico.
Cioè il carburante che alimenterà la bioraffineria di Matrìca destinata a produrre intermedi chimici e bioplastiche. «Se tutto andrà per il meglio partiremo a fine anno, massimo ai primi del 2014» ha detto Catia Bastioli, ad di Matrìca e presidente di Novamont.
I NUOVI CAMPI L’esperimento è perfettamente riuscito sia nella parte dove la semina ha fatto crescere quattro piante per metro quadrato, ancor meglio in quella con otto cardi per metro quadrato. Piante più compatte, minor spazio per gli infestanti. Salvatore Raccuia, del Cnr di Catania, ha seguito la sperimentazione iniziata nella Nurra e proseguita con la semina di altri 180 ettari, nella zona di Ottana, non più coltivati da anni: «Su questi terreni il frumento non è più remunerativo» ha detto Raccuia.
Invece la produttività del cardo al primo anno di coltivazione nei campi sardi è stata di circa 11 tonnellate-ettaro di biomassa e 0,76 tonnellate-ettaro di seme.
Alla visita nei campi della Nurra erano presenti rappresentanti della Coldiretti e della Confederazione italiana agricoltori. «Il cardo non è soltanto biomassa e olio – ha spiegato Mauro Marchetti del Cnr di Sassari – ma contiene anche sostanze ad alto valore aggiunto, come la farina proteica e il nettare che, escluse dal processo produttivo, diventano di grande importanza per le filiere ovina e caprina e per quella del miele.
IL FUTURO Battista Cualbu, presidente della Coldiretti, vede nuove prospettive per l’agricoltura: «Lo confesso, ero scettico ma ora ci credo. Abbattere i costi del mangime è per noi fondamentale. Potremo utilizzare la farina proveniente dal cardo mescolandola con il mais e altre sostanze». La collaborazione con gli agricoltori è ritenuta da Matrìca fondamentale. In Umbria, un’analoga sperimentazione, fatta però con il girasole, avviata nel 2008, ha consentito di costituire la cooperativa Sincro, presieduta da Albano Agabiti, in cui lavorano circa 700 agricoltori.
Per Catia Bastioli non sarà necessario coltivare più di 10-15 mila ettari di cardi visto che la produttività è fra 18-20 tonnellate: «Se gli agricoltori ci crederanno riusciremo a recuperare aree abbandonate e a realizzare una filiera agricola collegata alla bioraffineria. Tutto prodotto in casa».
L’INCONTRO I risultati del primo anno di coltivazione del cardo avviata da Matrìca sono stati illustrati ieri a Porto Torres. Primo relatore Marco Versari, consigliere di Matrìca e responsabile marketing di Novamont, che si è soffermato sullo stato di avanzamento della sperimentazione aprendo poi la strada agli interventi di tecnici e studiosi del Cnr di Sassari e Catania, della Facoltà di Agraria dell’Università di Napoli «Federico II» e dell’Unità di ricerca per l’ingegneria agraria di Roma.
In apertura, i saluti del rettore dell’Ateneo di Sassari, Attilio Mastino. Un intervento atteso il suo perché un mese fa il direttore del Dipartimento della Facoltà di Agraria aveva preso le distanze da Matrìca proprio in relazione alla sperimentazione in corso in cui l’Ateneo non era stato coinvolto.
Pur con qualche accento critico per i ritardi nella definizione dei protocolli, Mastino ha detto di credere al progetto Matrìca «che offre speranze concrete di uscire dal deserto di iniziative in cui vegeta il territorio». Confermata la disponibilità dei ricercatori di Agraria, Chimica e Farmacia a collaborare con quelli di Matrìca. Un incontro c’è già stato, un altro si terrà il prossimo 26 marzo. Polemico il sindaco di Porto Torres: «La presentazione dei risultati dei primi due anni di coltivazione del cardo – ha detto Scarpa – è la risposta ai detrattori che mistificano la realtà».
Gibi Puggioni
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Chimica verde: adelante con juicio
Per relazione: vedi e senti l’intervista al prof. Giuseppe Pulina, direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università di Sassari

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Pubblicazione online: 26/10/2012 - Scaduto il: 18/12/2012 13:00 - Rettifica: 05/12/2012