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APPLICAZIONE DELLA TECNOLOGIA “WATER JET” PER LO SMALTIMENTO DEI PNEUMATICI

4 Settembre 2009

"CONFERENZA STAMPA 12 SETTEMBRE 2009"

 

 

 

INTRODUZIONE

Ormai da diversi anni i paesi industrializzati affrontano con particolare attenzione il problema della gestione degli pneumatici fuori uso (PFU). La direzione è quella di puntare su un uso economico del contenuto energetico e dei componenti ottenibili, incoraggiando le opzioni che danno il miglior risultato ambientale complessivo in linea con l’obiettivo "zero rifiuto" che dovrebbe concludere il ciclo di vita del prodotto.

Gli obiettivi comunitari sono, in sintesi, prevenire la produzione del rifiuto definitivo da smaltire perché inutilizzabile, favorire lo sviluppo del mercato per gli pneumatici da "ricostruire" e dei materiali da essi recuperati e annullare la messa a dimora in discarica.

Sono state introdotte importanti novità, come la definizione e delimitazione dei concetti di riciclaggio e recupero, questo ultimo anche in rapporto allo smaltimento secondo criteri connessi all’efficienza energetica, l’individuazione del momento e della procedura in base a cui il rifiuto cessa di essere tale per diventare una materia prima secondaria, la promozione di una politica di progettazione ecologica dei prodotti che riduca la produzione dei rifiuti e la loro pericolosità, favorendo tecnologie incentrate su prodotti riutilizzabili e riciclabili, la previsione di una responsabilità del produttore, inteso anche come importatore del prodotto.

Ogni anno nel mondo sono generate più di 9 milioni di tonnellate di PFU, corrispondenti in media a circa il 2% totale dei rifiuti solidi. Nella sola Unione Europea, si raggiunge la quota di 3.250.000 tonnellate anno ed in Italia la quota è stata di circa 400.000 tonnellate nel 2008.

Per gli pneumatici usati, il riutilizzo in forma originale (diretto o a seguito di alcuni pre-trattamenti di ricostruzione), viene attualmente considerata come la strategia più appropriata, "Best Practicable Environmental Options" (BPEO), valutazione fatta in base ad uno studio che considera fattori relativi alla sicurezza, all’ambiente, allo smaltimento ed alla condizione socio-economica collegati alle varie opzioni tecnicamente disponibili.

Tuttavia, a causa della sempre maggiore diffusione degli pneumatici a basso profilo e ad alta prestazione, la vita media del prodotto sta notevolmente diminuendo ed una sempre maggiore porzione risulta essere inadeguata alla ricostruzione.

In tale ottica, l’ECOGLOBAL, da cinque anni sviluppa il progetto di disgregazione selettiva dei PFU con il sistema "water jet".

Grazie agli accordi di programma raggiunti con l’Università di Cagliari e con il CNR, si è avuta una notevole accelerazione della ricerca e dello sviluppo sull’applicazione del "water jet" sui PFU, portata avanti dagli enti di ricerca già da due anni.

Da settembre, presso il laboratorio dell’Università, su un impianto pilota, si potrà assistere, previo appuntamento, al test applicativo del "water jet" sui PFU.

L’impianto "pilota" è protetto da una serie di brevetti e da una perizia giurata che ne attesta formalmente l’innovazione tecnologica.

Infine, il dipartimento di ingegneria meccanica, sta realizzato il progetto esecutivo per costruire un impianto di disgregazione selettiva dei PFU da 10.000 ton/anno.

L’alternativa alla separazione meccanica è la disgregazione selettiva attraverso la tecnologia "water jet", che è quella del getto d’acqua generato a pressione medio-alta, il quale permette il recupero altamente selettivo non solo del granulato di gomma ma anche dell’acciaio armonico contenuto negli pneumatici e della frazione tessile, con elevato grado di purezza.

 

DESCRIZIONE DEL PROCESSO INNOVATIVO.

La tecnologia "water jet" è in grado di disintegrare gli pneumatici con elevata selettività consentendo di ottenere prodotti di recupero richiesti sul mercato con valori particolarmente elevati, tanto da rendere il processo estremamente conveniente sul piano economico.

Infatti, i getti d’acqua disgregano e polverizzano la gomma, lasciando la carcassa dello pneumatico, costituita da una rete di fili d’acciaio, intatta e perfettamente ripulita. Il granulato di gomma così ottenuto viene privato della materia tessile e successivamente sottoposto a processo di essiccazione e vagliatura.

Il polverino, di dimensioni sub-millimetriche, ottenibile classificando il granulo o trattandolo con successive tecniche di comminuzione, è richiesto per applicazioni di nicchia ad alto valore aggiunto.

Il trattamento con getto d’acqua può essere eseguito in diversi modi, alternativi o integrativi:

·  la disgregazione può avvenire utilizzando getti d’acqua ad alta pressione, generati attraverso ugelli a sezione circolare montati su una testa rotante;

·  risultati similari possono essere ottenuti anche ricorrendo a getti a ventaglio "fan jet" (brevetto), generati con alta portata d’acqua ed a pressioni relativamente basse;

·  la tecnologia dei getti pulsanti (brevetto) permette di ridurre ulteriormente la pressione necessaria alle lavorazioni, aumentando la produttività e riducendo il consumo energetico;

·  l’uso dei getti abrasivi consente di trattare anche pneumatici "over-size", quali quelli impiegati nell’industria mineraria.

I risultati ottenuti presso il DIGITA, sono stati considerati talmente interessanti, da convincere un imprenditore sardo, a modificare l’impianto in via di realizzazione nell’area industriale di Cagliari, sostituendo la tecnologia di frammentazione meccanica tradizionale con la nuova tecnologia.

L’importanza della tecnologia "water jet" per le attività economiche presenti in Sardegna, unita al rilevante patrimonio di conoscenze ed esperienze acquisite dall’Università di Cagliari e dal CNR che con essa collabora, rendono necessaria la creazione di un "Centro Ricerche" dove le sperimentazioni di carattere industriale possano essere adeguatamente sviluppate superando i limiti degli spazi inadeguati disponibili presso le strutture universitarie.

 

ASPETTI INNOVATIVI.

Gli aspetti innovativi possono essere sintetizzati come segue:

·  preparazione preliminare presso i gommisti (sezionamento degli pneumatici ed imballaggio separato delle fiancate e del battistrada con bandelle di plastica per facilitare il trasporto);

·  riduzione del costo del trasporto e del volume del parco materiali presso l’impianto;

·  alimentazione in due linee parallele e trattamento separato del battistrada e delle fiancate;

·  disgregazione, con getto d’acqua a pressione relativamente bassa con getti a ventaglio traslanti;

·  recupero della gran parte dell’acqua in griglia curva e sedimentatore a lamelle con eventuale aggiunta di agenti flocculanti e/o disperdenti;

·        selezione delle fibre tessili dal granulato di gomma con tecniche di separazione per equivalenza in acqua e rimozione delle fibre residue dalla matassa di fili metallici per "ventilazione" in fase di essiccamento finale;

·  eventuale macinazione "fine" del granulo con mulino a pioli ad alta velocità.

Un aspetto innovativo particolarmente importante, perché sin ora mai applicato in pratica per la disgregazione degli pneumatici, consiste nell’uso di getti a ventaglio generati a pressione relativamente bassa e portata elevata, con o senza ricorso all’espediente della pulsazione del getto ottenuta per mezzo di trasduttori piezoelettrici o elettromagnetici.

 

CONCLUSIONI.

Nello studio teorico e sperimentale per lo sviluppo della nuova tecnologia basata sull’applicazione di getti d’acqua, si è evidenziato infatti come dallo pneumatico fuori uso sia possibile recuperare, con buoni margini economici, materie prime secondarie quali: polverino o granulato di gomma e l’acciaio armonico.

In particolare, il recupero energetico del calore contenuto nella gomma, reso meglio praticabile con il trattamento di disgregazione preventiva, riveste una grande importanza in termini ambientali, specie in relazione alla limitatezza delle risorse naturali combustibili attualmente disponibili e un trattamento che privilegi questo aspetto, è certamente da preferire.

Considerando i due sistemi presi in esame, la termovalorizzazione e la pirolisi, si può affermare che, in relazione al bilancio tra impatti potenziali ed impatti evitati, sia da preferire il secondo processo al primo, in quanto permette un controllo sulle emissioni certamente più efficace, unito ad una migliore ottimizzazione della fase di pirolisi.

D’altro canto, anche il recupero di una materia prima secondaria, come il granulato od il polverino di gomma o l’acciaio, è un risultato fondamentale nella salvaguardia delle materie prime naturali, il cui rinnovo è notoriamente più lento rispetto alla grande richiesta che caratterizza la necessità di produzione moderne.

Gli alti costi energetici dei processi, come la separazione meccanica, rappresentano però un impedimento in questo senso, mentre la tecnologia "water jet", nonostante anch’essa caratterizzata da un notevole consumo energetico, offre come vantaggi la semplicità del trattamento unita ad una poca rilevante quantità di emissioni, che la rende certamente più sostenibile. In più, al contrario della separazione meccanica, permette anche il recupero dell’acciaio armonico presente negli pneumatici, in eccellenti condizioni, che lo rendono immediatamente pronto al riutilizzo e l’ottenimento di un polverino e di un granulato di gomma in forma di "fiocchi", altamente graditi al mercato.

 

"CONFERENZA STAMPA 12 SETTEMBRE 2009"


AULA MAGNA – FACOLTA’ D’INGEGNERIA  P.ZZA D’ARMI – CAGLIARI
 

APPLICAZIONE DELLA TECNOLOGIA "WATER JET"

PER LO SMALTIMENTO DEI PNEUMATICI FUORI USO
 


P R O G R A M M A
 

Siamo lieti d’invitarLa alla "Conferenza Stampa" che si terrà a Cagliari,

il 12 settembre 2009 alle ore 10,30, presso l’Aula Magna  della facoltà d’ingegneria in p.zza d’Armi a Cagliari.

  


Il programma dell’incontro è riepilogato di seguito:

 

 

 
 
  1. 10,00 – accreditamento dei presenti e consegna "brochure"

 

  1. 10,30 – breve saluto agli ospiti, cenni generali sui principi di applicazione della tecnologia "water jet" per lo smaltimento di Pneumatici Fuori Uso (PFU)  Rapporto nato tra "ricerca e sviluppo" e applicazione industriale del "water jet" (Mauro Cardia – Ecoglobal)

 

  1. Presentazione del brevetto sull’impiego della tecnologia "water jet" e risultati delle sperimentazioni (Augusto Bortolussi – Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria – CNR)

 

  1. Innovazione tecnologica – applicazione della tecnologia "water jet" per lo smaltimento dei Pneumatici Fuori Uso (Raimondo Ciccu – Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali – Università di Cagliari)

 

  1. Presentazione "Centro Ricerche". Sviluppi sulle applicazioni "water jet" quale tecnologia innovativa nel settore ambientale. (Raimondo Ciccu -Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali – Università di Cagliari)

 

  1. Riutilizzo granulati di gomma per produzione "olio combustibile", "gas" ed altri elementi , con sistemi innovativi alternativi alla "pirolisi"

 

  1. Rintracciabilità dei Pneumatici Fuori Uso "dispersi", mediante eventuale inserimento nella carcassa di microchip

 

  1. 11,30 – Pausa – coffee break

 

  1. 11,45 – Dibattito e quesiti

 

 

 

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  1. 15 Luglio 2015 a 21:07 | #1

    not so bad…
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  2. 2 Agosto 2015 a 12:44 | #2

    thank you

  3. 3 Agosto 2015 a 19:57 | #3

    thank yoooooooooooooou
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