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Archivio Agosto 2005

Ricerca e Innovazione per la competitività dei territori

30 Agosto 2005 1 commento


Pubblicati gli atti del Convegno di Roma organizzato dal Dipartimento per le politiche di sviluppo del Ministero dell’Economia su “Ricerca e Innovazione per la competitività dei territori: come orientare la politica di sviluppo”

Ai temi dell?innovazione e della ricerca e sviluppo è attribuito un ruolo centrale sia nell?ambito della politica di coesione sia nel più ampio spettro delle priorità dell?Unione Europea, così come ridefinite dalla nuova Agenda di Lisbona. Il seminario ?Ricerca e Innovazione per la
competitività dei territori: come orientare la politica di sviluppo? ha aperto un ampio confronto fra soggetti operanti nei circuiti della ricerca, dello sviluppo tecnologico e dell?innovazione. Obiettivi
del confronto sono quello di approfondire, in chiave diagnostica, le opportunità, gli ostacoli e le trasformazioni richieste per il rilancio competitivo del sistema Paese e quello di trarre indicazioni utili per il disegno del nuovo ciclo della politica di coesione comunitaria e nazionale 2007- 2013.
Il tema dei complessi rapporti tra ricerca e innovazione è articolato in chiave delle relazioni tra istituzioni di ricerca, sistema delle imprese e mondo della finanza. Al centro della discussione sono poste anche le politiche per il capitale umano, come ingrediente essenziale del necessario
miglioramento del sistema nazionale della ricerca e dell?innovazione.
Durante il seminario si sono alternate presentazioni e momenti di discussione cui hanno partecipato accademici, rappresentanti del mondo finanziario e imprenditoriale, esperti e dirigenti della Pubblica Amministrazione. I lavori sono stati seguiti da un pubblico più ampio
composto dai diversi attori interessati alla programmazione e attuazione delle politiche di sviluppo territoriale.

Ecco gli atti del Convegno: http://www.dps.mef.gov.it/quadro_strategico_nazionale_seminari.asp#ricerca
Riferimenti: Unicafor

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Verso una disciplina organica dell’impresa sociale

29 Agosto 2005 1 commento


Legge 13 giugno 2005, n. 118
“Delega al Governo concernente la disciplina dell’impresa sociale”
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 153 del 4 luglio 2005
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ART. 1.

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, del Ministro delle attività produttive, del Ministro della giustizia, del Ministro per le politiche comunitarie e del Ministro dell’interno, uno o più decreti legislativi recanti una disciplina organica, ad integrazione delle norme dell’ordinamento civile, relativa alle imprese sociali, intendendosi come imprese sociali le organizzazioni private senza scopo di lucro che esercitano in via stabile e principale un’attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale. Tale disciplina deve essere informata ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) definire, nel rispetto del quadro normativo e della specificità propria degli organismi di promozione sociale, nonché della disciplina generale delle associazioni, delle fondazioni, delle società e delle cooperative, e delle norme concernenti la cooperazione sociale e gli enti ecclesiastici, il carattere sociale dell’impresa sulla base:

1) delle materie di particolare rilievo sociale in cui essa opera la prestazione di beni e di servizi in favore di tutti i potenziali fruitori, senza limitazione ai soli soci, associati o partecipi;

2) del divieto di ridistribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale, ad amministratori e a persone fisiche o giuridiche partecipanti, collaboratori o dipendenti, al fine di garantire in ogni caso il carattere non speculativo della partecipazione all’attività dell’impresa;

3) dell’obbligo di reinvestire gli utili o gli avanzi di gestione nello svolgimento dell’attività istituzionale o ad incremento del patrimonio;

4) delle caratteristiche e dei vincoli della struttura proprietaria o di controllo, escludendo la possibilità che soggetti pubblici o imprese private con finalità lucrative possano detenere il controllo, anche attraverso la facoltà di nomina maggioritaria degli organi di amministrazione;

b) prevedere, in coerenza con il carattere sociale dell’impresa e compatibilmente con la struttura dell’ente, omogenee disposizioni in ordine a:

1) elettività delle cariche sociali e relative situazioni di incompatibilità;

2) responsabilità degli amministratori nei confronti dei soci e dei terzi;

3) ammissione ed esclusione dei soci;

4) obbligo di redazione e di pubblicità del bilancio economico e sociale, nonché di previsione di forme di controllo contabile e di monitoraggio dell’osservanza delle finalità sociali da parte dell’impresa;

5) obbligo di devoluzione del patrimonio residuo, in caso di cessazione dell’impresa, ad altra impresa sociale ovvero ad organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni, comitati, fondazioni ed enti ecclesiastici, fatto salvo, per le cooperative sociali, quanto previsto dalla legge 31 gennaio 1992, n. 59, e successive modificazioni;

6) obbligo di iscrizione nel registro delle imprese;

7) definizione delle procedure concorsuali applicabili in caso di insolvenza;
8) rappresentanza in giudizio da parte degli amministratori e responsabilità limitata al patrimonio dell’impresa per le obbligazioni da questa assunte;

9) previsione di organi di controllo;

10) forme di partecipazione nell’impresa anche per i diversi prestatori d’opera e per i destinatari delle attività;

11) una disciplina della trasformazione, fusione e cessione d’azienda in riferimento alle imprese sociali tale da preservarne la qualificazione e gli scopi e garantire la destinazione dei beni delle stesse a finalità di interesse generale;

12) conseguenze sulla qualificazione e la disciplina dell’impresa sociale, derivanti dall’inosservanza delle prescrizioni relative ai requisiti dell’impresa sociale e dalla violazione di altre norme di legge, in particolare in materia di lavoro e di sicurezza, nonché della contrattazione collettiva, in quanto compatibile con le caratteristiche e la natura giuridica dell’impresa sociale;

c) attivare, presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, funzioni e servizi permanenti di monitoraggio e di ricerca necessari alla verifica della qualità delle prestazioni rese dalle imprese sociali;

d) definire la disciplina dei gruppi di imprese sociali secondo i principi di trasparenza e tutela delle minoranze, regolando i conflitti di interesse e le forme di abuso da parte dell’impresa dominante.

2. Con i decreti legislativi di cui al comma 1, il Governo provvede a coordinare le disposizioni dei medesimi decreti con le disposizioni vigenti nelle stesse materie e nelle materie connesse, sentite la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonché le rappresentanze del terzo settore, ferme restando le disposizioni in vigore concernenti il regime giuridico e amministrativo degli enti riconosciuti dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese.

3. Dall’attuazione dei princípi e dei criteri direttivi di cui alla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

4. Gli schemi dei decreti legislativi adottati ai sensi del comma 1 sono trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia, che sono resi entro trenta giorni dalla data di trasmissione dei medesimi schemi di decreto.

5. Entro i trenta giorni successivi all’espressione dei pareri ai sensi del comma 4, il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni ivi eventualmente formulate, trasmette nuovamente alle Camere i testi, corredati dai necessari elementi integrativi di informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni parlamentari competenti, che sono espressi entro trenta giorni dalla data di trasmissione.

6. Decorsi i termini di cui ai commi 4 e 5 senza che le Commissioni abbiano espresso i pareri di rispettiva competenza, i decreti legislativi possono essere comunque emanati.
Riferimenti: Unicafor

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Verso un nuovo regolamento di organizzazione

26 Agosto 2005 Commenti chiusi


UNIVERSITA’ DI CAGLIARI – Amministrazione centrale
PROPOSTA DI REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE
(*)

CAPO I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 – Oggetto e finalità del Regolamento
1. In applicazione degli artt. 55 e 60 dello Statuto e nel rispetto dei principi contenuti nel D.Lgs. 165/2001 e successive modificazioni e integrazioni e nelle norme della contrattazione collettiva nazionale e decentrata, il Regolamento di organizzazione dell’Università degli Studi di Cagliari, di seguito denominata “Università”, definisce le articolazioni organizzative dell’Amministrazione universitaria, le competenze, le responsabilità, le modalità e i criteri di conferimento degli incarichi, le procedure per la valutazione, i provvedimenti e ogni altro elemento necessario per individuare le responsabilità connesse alla gestione delle attività tecniche, amministrative e di supporto a quelle istituzionali, costituite dalla didattica e dalla ricerca.

Art. 2 – Ambito di applicazione
1. Il presente Regolamento si applica ai servizi amministrativi e tecnici dell’Amministrazione centrale e delle strutture didattiche, di ricerca e di servizio, in cui si articola l’Università.
2. Le strutture organizzative dell’Amministrazione centrale e le Strutture didattiche, di ricerca e di servizio costituiscono nel loro insieme l’Amministrazione universitaria.
3. Per l’Azienda Policlinico valgono le norme definite dal relativo regolamento interno.

Art. 3 ? Principi e criteri di organizzazione
1. L?Università è organizzata secondo i seguenti criteri:
a) attuazione del principio della distinzione tra responsabilità politiche, di indirizzo e controllo strategico degli organi di direzione politica e responsabilità gestionali della dirigenza;
b) valorizzazione prioritaria delle funzioni di programmazione, coordinamento, indirizzo e controllo;
c) funzionalità rispetto ai programmi ed agli obiettivi, secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità; a tal fine, periodicamente e comunque all?atto della definizione dei programmi di gestione e dell?assegnazione delle risorse, si procede a specifica verifica e ad eventuale revisione dell?assetto organizzativo;
d) articolazione delle strutture per funzioni omogenee, distinguendo tra strutture permanenti e strutture temporanee;
e) semplificazione delle catene di comando, tendenziale superamento della gerarchia e decentramento delle decisioni, secondo i principi della direzione per obiettivi;
f) ampia adattabilità alle dinamiche dell?ambiente di riferimento, assicurando un adeguato margine alle decisioni da assumersi con le capacità e i poteri del privato datore di lavoro;
g) garanzia di trasparenza e di imparzialità, anche attraverso la istituzione di una apposita struttura per l?informazione agli utenti e, per ciascun procedimento, attribuzione ad un?unica struttura della responsabilità complessiva dello stesso, nel rispetto della legge n. 241/1990, così come modificata dalla legge n. 15/2005;
h) armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici al pubblico con le esigenze dell?utenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei paesi della Unione Europea;
i) responsabilità e collaborazione di tutto il personale per il risultato dell?attività lavorativa, anche attraverso il coinvolgimento, la motivazione e l?arricchimento dei ruoli;
j) formazione continua del personale e sviluppo delle competenze e delle conoscenze necessarie nei diversi ruoli organizzativi;
k) sviluppo dei sistemi informativi a supporto delle decisioni;
l) previsione di controlli interni per la qualità, per la soddisfazione dell?utenza, per l?efficienza e l?economicità.

CAPO II
SCHEMA ORGANIZZATIVO

Art. 4 ? Articolazione delle Strutture organizzative
1. L’Amministrazione universitaria è composta da diverse strutture organizzative, costituite esclusivamente da personale dirigente e/o dal personale amministrativo e tecnico, di differenziata graduazione e denominazione, in base alla complessità delle funzioni da svolgere, agli obiettivi da raggiungere e alle risorse assegnate.
2. Le strutture organizzative si articolano in:
a) strutture permanenti, che assicurano l?esercizio di funzioni e attività di carattere istituzionale e/o continuativo;
b) strutture temporanee, connesse alla realizzazione di programmi o progetti a termine, anche di particolare rilevanza strategica, ovvero allo svolgimento, per periodi definiti, di funzioni di integrazione tra più strutture.

Art. 5 ? Strutture organizzative per l?amministrazione centrale
1. Le strutture organizzative permanenti dell?amministrazione centrale sono:
a) Direzione, struttura organizzativa di maggiore rilevanza, costituita all?interno dell?amministrazione centrale per garantire il governo di aree omogenee di funzioni. La Direzione è punto di riferimento per la gestione delle politiche, per le attività di pianificazione e controllo strategico, per le scelte finanziarie, di organizzazione e di gestione del personale, per i rapporti tra organi di governo e dirigenza. La Direzione è affidata alla responsabilità di un dirigente;
b) Uffici Speciali e Uffici Staff, strutture organizzativa di supporto agli organi di governo e alla direzione amministrativa. Sono affidate alla responsabilità di un dipendente di categoria EP o D, in relazione alla rilevanza della struttura stessa.

Art. 6 ? Strutture amministrative per le attività didattiche
1. Le strutture organizzative permanenti per l?amministrazione delle attività didattiche, cui non si applicano le norme in materia di dirigenza, sono:
a) il Coordinamento Amministrativo di Facoltà, struttura organizzativa che svolge funzioni di coordinamento delle attività di gestione amministrativa, contabile, di segreteria e di servizio agli studenti. Il Coordinamento Amministrativo di Facoltà è affidato alla responsabilità di un dipendente di categoria EP.
b) il Settore, struttura organizzativa che svolge funzioni di gestione amministrativa, contabile, di segreteria e di servizio agli studenti. Il Settore è affidato alla responsabilità di un dipendente di categoria D.

Art. 7 ? Struttura amministrativa per le attività di ricerca
1. La struttura organizzativa permanente per le attività di ricerca, cui non si applicano le norme in materia di dirigenza, è la Segreteria Amministrativa di Dipartimento o di Centro, struttura organizzativa che svolge funzioni di gestione amministrativa, contabile e di segreteria di un Dipartimento o Centro. La Segreteria Amministrativa svolgerà le funzioni di cui sopra per più Dipartimenti o Centri, quando il numero del personale docente è inferiore a quaranta unità o il bilancio consuntivo dell?esercizio precedente è inferiore ai 500 mila ?. La Segreteria Amministrativa di Dipartimento o di Centro è affidata alla responsabilità di un dipendente di categoria D, in ossequio alla previsione dell?art. 63 comma 3 del CCNL 1998-2001.

Art. 8 ? Strutture organizzative temporanee dell?amministrazione universitaria
1. Le strutture organizzative temporanee dell?amministrazione universitaria sono costituite in Unità di progetto, coordinate da un responsabile, per l’organizzazione di specifici interventi di cui siano determinati tempi, risorse e modalità di svolgimento. Le unità di progetto sono affidate alla responsabilità di un dirigente o di un dipendente di categoria EP o D a seconda della rilevanza rivestita.

Art. 9 – Livelli di responsabilità
1. L?amministrazione universitaria si articola nei seguenti livelli di responsabilità:
a) livello Dirigenziale: si conferiscono incarichi di responsabilità di una o più Direzioni e/o le attribuzione di funzioni di alta consulenza e/o studio;
b) categoria EP: si conferiscono incarichi di coordinamento amministrativo di Facoltà, di gruppi di progetto e incarichi comportanti particolari responsabilità gestionali ovvero funzioni professionali richiedenti iscrizioni ad ordini professionali o, comunque, alta qualificazione e specializzazione;
c) categoria D: possono essere affidati eventuali incarichi in relazione alla complessità delle competenze attribuite, della specializzazione richiesta per lo svolgimento dei compiti affidati e delle caratteristiche innovative della professionalità richiesta e posizioni e funzioni di responsabilità;
d) categorie C/B: possono essere affidati eventuali posizioni e funzioni di responsabilità, distinte in relazione al diverso grado di autonomia e responsabilità della categoria di appartenenza.

Art. 10 ? Posizioni organizzative di responsabilità
1. Ogni struttura organizzativa dell’Amministrazione universitaria è affidata alla responsabilità di una persona, che formalmente assume le seguenti denominazioni:
a) Direttore delle Direzioni dell’Amministrazione centrale;
b) Responsabile degli Uffici Speciali e degli Uffici Staff;
c) Coordinatore amministrativo di Facoltà;
d) Caposettore di Facoltà;
e) Segretario Amministrativo di Dipartimento o di Centro;
f) Coordinatore per le unità di progetto.
2. I dirigenti, all?interno della propria struttura dirigenziale e nell?esercizio dei poteri datoriali spettanti ai sensi dell?art 5 comma 2 del D. Lgs. 165/2001 e successive integrazioni e modificazioni, possono riconoscere al personale amministrativo e tecnico, in possesso di specifici requisiti, posizioni e funzioni di responsabilità distinte in relazione al diverso grado di autonomia e responsabilità della categoria di appartenenza nel rispetto della direttiva annuale del Direttore Amministrativo che delimita le risorse finanziarie e le posizioni organizzative che possono essere create.
3. Il Direttore amministrativo, nelle strutture amministrative per le attività didattiche e di ricerca, sentiti i Presidi e i Direttori di Dipartimento o di Centro, può attribuire ulteriori posizioni organizzative di responsabilità.

Art. 11 ? Creazione e modifica di Strutture
1. Le Direzioni si costituiscono, riconoscono o modificano con provvedimento di organizzazione del Direttore Amministrativo, su proposta del Rettore, previa delibera del Consiglio di Amministrazione e sentite le OO.SS e la R.S.U..
2. Gli Uffici Speciali e Uffici Staff dell?amministrazione centrale si costituiscono, riconoscono o modificano con provvedimento di organizzazione del Direttore Amministrativo, di concerto con i dirigenti interessati, e sentite le OO.SS e la R.S.U..
3. I Settori delle strutture amministrative per le attività didattiche si costituiscono, riconoscono o modificano con provvedimento di organizzazione del Direttore Amministrativo, di concerto con il Preside e il Responsabile del Coordinamento Amministrativo di Facoltà, e sentite le OO.SS e la R.S.U..
4. Il Coordinamento Amministrativo di Facoltà e la Segreteria Amministrativa di Dipartimento o di Centro si costituiscono automaticamente al costituirsi della Facoltà, del Dipartimento e del Centro, nei limiti di quanto stabilito nell?art. 7.
5. Le posizioni e funzioni di responsabilità di cui all?art. 10 comma 2 individuate dai Dirigenti, si costituiscono riconoscono o modificano con provvedimento del Direttore Amministrativo che accerta la corrispondenza dell?esercizio del potere alle direttive emanate.
6. L?atto di organizzazione denominato “Provvedimento di Organizzazione” con il quale si costituiscono, riconoscono o modificano le strutture deve indicare:
a) la specifica missione, costituita da un insieme coordinato di funzioni;
b) il profilo professionale del responsabile, che risponde del conseguimento degli obiettivi e dell’attuazione delle direttive e disposizioni ricevute in relazione alle risorse assegnate;
c) il legame di dipendenza da organi individuali di direzione, che assegnano gli obiettivi e le risorse e definiscono le direttive e le disposizioni, in attuazione delle determinazioni degli organi di governo e delle disposizioni normative.

Art. 12 ? Relazioni organi di direzione politica ? dirigenti
1. In armonia con i principi che ispirano la legislazione di riforma dell?organizzazione delle pubbliche amministrazioni, il modello organizzativo dell?Università assume a canone fondamentale il principio di direzione per cui:
a) gli organi di direzione politica definiscono, attraverso propri momenti decisionali e di indirizzo, la programmazione delle attività, la individuazione degli obiettivi e la determinazione delle scale di priorità;
b) la dirigenza, mediante la adozione di autonome decisioni sia di contenuto pubblicistico che di natura privatistica, organizza le risorse disponibili per il conseguimento degli obiettivi assegnati nel rispetto delle direttive di indirizzo e programmazione ricevute;
c) gli organi di direzione politica accertano i risultati conseguiti dalla dirigenza e assumono le decisioni secondo la disciplina dell?art. 18 del presente regolamento.
2. Le strutture organizzative dell’Amministrazione centrale eseguono le direttive e perseguono gli obiettivi definiti dal Direttore amministrativo e dai dirigenti.
3. Le strutture amministrative per la ricerca e la didattica eseguono le direttive e perseguono gli obiettivi definiti dal Direttore della struttura, in attuazione delle deliberazioni dei rispettivi organi collegiali di gestione. Le attività sono svolte secondo le procedure amministrative e contabili definite dalle vigenti norme regolamentari e dalle disposizioni del Direttore Amministrativo e dei dirigenti.

CAPO III
I ruoli e le responsabilità

Art. 13 – Direttore amministrativo
1. Le responsabilità e le competenze del Direttore Amministrativo sono definite dall’art. 56 dello Statuto.
2. Al Direttore Amministrativo compete una generale funzione di indirizzo, di direzione, di programmazione, di coordinamento e di controllo delle strutture organizzative che compongono l’Amministrazione universitaria, ai fini della formulazione di proposte agli organi di governo e della attuazione delle relative decisioni.
3. Il Direttore Amministrativo, previa intesa col Rettore, con proprio provvedimento può nominare il Vice Direttore Amministrativo che lo sostituisce in caso di impedimento o assenza e al quale possono essere conferite deleghe specifiche per la trattazione di particolari materie.
4. Il Direttore Amministrativo formula la direttiva che delimita le risorse finanziarie e le posizioni organizzative che possono essere create dai Dirigenti nell?ambito del potere datoriale di cui all?art. 10 comma 2 del Regolamento.
5. Il Direttore Amministrativo predispone la relazione annuale sull?attività svolta e sui risultati raggiunti nel quadro degli obiettivi definiti dagli organi di governo.
6. Le controversie relative alla competenza delle direzioni vengono definite dal Direttore Amministrativo, sentiti i dirigenti interessati.

Art. 14 – Dirigenti
1. Le competenze dei dirigenti sono definite dall’art. 57 dello Statuto e dalle norme del Regolamento amministrativo-contabile.
2. Al dirigente sono affidate le funzioni di Direttore delle Direzioni.
3. Possono, comunque, essere affidate funzioni di:
a) vicariato del Direttore Amministrativo;
b) direzione amministrativa di aziende, consorzi, società consortili e altri organismi cui l’Università partecipa;
c) partecipazione a organi di direzione o controllo;
d) sviluppo di progetti e attività speciali;
e) studio e programmazione.
4. Il Dirigente è direttamente responsabile del risultato delle attività svolte dalle strutture organizzative da lui dirette o coordinate. I conflitti di competenza tra le strutture organizzative della direzione sono risolte con decisione del dirigente competente.
5. Il Dirigente propone al Direttore Amministrativo gli incarichi di cui all?art. 10 comma 2 del presente Regolamento.
6. Il Dirigente, sentito il Direttore Amministrativo, con proprio provvedimento può nominare un altro Dirigente che lo sostituisca in caso di impedimento o assenza temporanea.
7. Nell?ambito della direttiva di indirizzo politico e dei budget assegnati e nel rispetto delle previsioni del regolamento di contabilità, ai dirigenti competono autonomi poteri di spesa, unitamente a quelli di organizzazione e gestione disciplinati all?art. 10, comma 2 ed a quelli di organizzazione e gestione tecnica ed amministrativa di cui all?art. 12, comma 1 lett. b), è direttamente finalizzato al conseguimento degli obiettivi assegnati.

Art. 15 – Personale non dirigenziale assegnato alle strutture organizzative
1. A seguito della rilevazione del fabbisogno di personale, conseguente ad un’attività di analisi organizzativa, i posti di personale sono assegnati a ciascuna struttura organizzativa dell’Amministrazione universitaria dal Direttore Amministrativo con apposita disposizione, sulla base della programmazione triennale del fabbisogno di personale.
2. Ferme restando le competenze del Direttore amministrativo, secondo quanto disposto dall’art. 56 dello Statuto d’Ateneo, la posizione di Responsabile di struttura organizzativa comporta l’autorità e la responsabilità per la gestione, il coordinamento e il controllo delle attività affidate alla struttura organizzativa stessa dal presente regolamento di organizzazione e da altri provvedimenti dell’Amministrazione.
3. Le funzioni vicarie delle responsabilità di cui al comma 2 sono esercitate, di norma, dal dipendente in servizio nella struttura con categoria e anzianità superiore, ed a parità con età più avanzata, fatto salvo l?affidamento diverso con nota di servizio del Dirigente della struttura.

CAPO IV
GLI ATTI E I PROVVEDIMENTI ORGANIZZATIVI

Art. 16- Atti e Provvedimenti pubblicistici
1. Gli atti con i quali si fissano gli indirizzi, si adottano i provvedimenti e si assumono le decisioni da parte degli organi dell’Università sono i seguenti:
a) Organi centrali di governo:
I. Direttiva del Rettore (DIR.R);
II. Decreto del Rettore, a carattere definitivo o soggetto a ratifica (D.R);
III. Delibera del Senato Accademico (DEL. SA);
IV. Delibera del Consiglio d’Amministrazione (DEL. CdA).
b) Direttore amministrativo:
I. Direttiva o Nota di indirizzo (DIR.DA);
II. Circolari o note di servizio, con carattere organizzativo (C.DA);
III. Disposizione, con contenuti permanenti (D.DA);
IV. Ordine di servizio, con contenuti temporanei (OdS.DA).
c) Strutture organizzative dell’Amministrazione centrale:
I. Circolari o note di servizio del dirigente, con carattere organizzativo (C.D);
II. Disposizioni dirigenziali, se a carattere permanente (D.D);
III. Ordine di servizio, se a carattere temporaneo (OdS.D).
d) Strutture amministrative delle attività per la didattica:
I. Provvedimento del Coordinatore Amministrativo di Facoltà, a carattere definitivo o soggetto a ratifica (P.CAF).
e) Strutture amministrative delle attività per la ricerca:
I. Provvedimento del Segretario Amministrativo di Dipartimento o di Centro, a carattere definitivo o soggetto a ratifica (P.SD/P.SC).
2. Per ogni tipologia di atto deve essere tenuta una raccolta con numerazione progressiva annuale a carico dell?organo emanante.
3. Gli atti devono essere portati a conoscenza del Direttore Amministrativo e pubblicati nel sito internet dell’Università.
4. Per le altre strutture si procede per analogia o si rinvia ai rispettivi regolamenti interni.

Art. 17 – Atti di diritto privato
1. Nell?ambito della disciplina definita ai sensi dell?art. 2 D. Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 e successive integrazioni e modificazioni, le decisioni relative alla organizzazione interna delle direzioni, nonché le misure inerenti alla gestione dei rapporti di lavoro, sono assunte, con la capacità e i poteri del privato datore di lavoro, dai dirigenti competenti secondo il presente regolamento, in relazione alla tipologia specifica degli interventi da porre in essere.
2. Gli atti di organizzazione e di gestione con la capacità del privato datore di lavoro possono assumere la forma di:
a) Atto istruttorio di riconoscimento di posizioni e funzioni di responsabilità, che segue la procedura di cui al combinato disposto dell?art 10 comma 2 e 11 comma 5 del Regolamento;
b) Direttive dirigenziali, di competenza dei singoli dirigenti per gli aspetti che riguardano l?organizzazione delle singole strutture, rivolte alla formulazione delle discipline, delle procedure e dei criteri necessari per l?applicazione di specifici istituti, espressamente demandati dai contratti collettivi di lavoro, nel rispetto delle prescritte relazioni sindacali;
c) Comunicazioni, di competenza dei singoli dirigenti per gli aspetti che riguardano la gestione delle relative strutture, che attengono alle decisioni relative alla gestione del rapporto di lavoro del personale nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative, regolamentari e contrattuali;
d) Contratti individuali di lavoro, di competenza dell?Ufficiale rogante.

CAPO V
PERSONALE DIRIGENTE
Sezione I
Conferimento incarichi

Art. 18 – Incarico del Direttore Amministrativo
1. L’incarico di Direttore Amministrativo è conferito con le modalità previste dallo Statuto.

Art. 19 – Criteri generali per il conferimento di incarichi dirigenziali
1. Secondo quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale i criteri generali per il conferimento degli incarichi dirigenziali sono i seguenti:
a) natura e caratteristiche degli obiettivi da realizzare;
b) attitudini e capacità professionale del singolo dirigente;
c) risultati conseguiti anche rispetto ai programmi e agli obiettivi precedentemente assegnati ed alle posizioni organizzative precedentemente ricoperte;
d) rotazione degli incarichi, la cui applicazione è finalizzata a garantire la più efficace ed efficiente utilizzazione delle risorse in relazione ai mutevoli assetti funzionali ed organizzativi e ai processi di riorganizzazione, nonché a favorire lo sviluppo della professionalità dei dirigenti.

Art. 20 – Incarichi dirigenziali
1. Gli incarichi dirigenziali sono conferiti a tempo determinato con decreto rettorale al personale dirigente dell’università, su proposta del Direttore Amministrativo.
2. In conformità alle previsioni dell’art. 19, comma 2, del D. Lgs. 165/2001, con il provvedimento di conferimento dell’incarico sono individuati l’oggetto dell’incarico e gli obiettivi da conseguire con riferimento alle priorità, ai piani e ai programmi definiti dagli organi di governo dell’Ateneo nei propri atti di indirizzo e alle eventuali modifiche degli stessi che intervengano nel corso del rapporto, nonché la durata dell?incarico che deve essere correlata agli obiettivi prefissati e che, comunque, non può eccedere il termine di tre anni.
3. Secondo quanto previsto dallo Statuto, il Consiglio di Amministrazione, sentito il Senato Accademico, su proposta del Rettore e del Direttore Amministrativo, può conferire incarichi di funzioni dirigenziali a personale di comprovata qualificazione professionale, interno ed esterno all’Ateneo, entro la percentuale del 10% dei dirigenti in ruolo.

Art. 21 – Revoca degli incarichi
1. Il Rettore e il Consiglio di Amministrazione possono procedere alla revoca degli incarichi rispettivamente conferiti in caso di valutazione negativa delle prestazioni a seguito del procedimento di valutazione di cui ai successivi artt. 23 e 24 del presente regolamento.
2. La revoca avviene con le modalità previste dalla contrattazione collettiva.

Art. 22 ? Funzioni di sostituzione in caso di vacanza
1. Quando una delle posizioni di livello dirigenziale risulti vacante, l?assolvimento delle relative funzioni di direzione delle attività e di emanazione degli atti di competenza, è affidato, con apposito incarico del Rettore, su proposta del Direttore Amministrativo, ad altro dirigente responsabile di diversa struttura organizzativa.
2. In caso di impossibilità a provvedere ai sensi del comma 1, il Rettore può in via eccezionale, affidare l?incarico di supplenza al Direttore Amministrativo ovvero può avviare le procedure per la costituzione di un apposito rapporto a tempo determinato secondo la disciplina dell?art 20 comma 3 del Regolamento.

Sezione II
La valutazione del personale Dirigente

Art. 23 ? Sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali
1. La valutazione dei dirigenti è finalizzata ad individuare i punti di forza e di debolezza delle prestazioni dei dirigenti, al fine di predisporre mirate azioni formative e di sviluppo organizzativo e di responsabilizzarne l?azione. Della valutazione si tiene conto ai fini dell?attribuzione della retribuzione di risultato
2. La valutazione delle prestazioni del personale dirigente è effettuata sulla base di una apposita scheda predisposta dal Direttore Amministrativo e almeno annualmente aggiornata. La scheda di valutazione delle prestazioni è integrata con la valutazione sul raggiungimento dei risultati effettuata dal Direttore Amministrativo sulla base degli obiettivi assegnati e degli indicatori prescelti.
3. L’organo di valutazione di prima istanza per il personale dirigente è il Direttore Amministrativo; l?organo di valutazione di seconda istanza è il Nucleo di Valutazione che si riunisce senza la partecipazione di eventuali componenti dirigenti dell?Università.

Art. 24 ? Procedimento per la valutazione delle prestazioni del personale dirigente
1. Il Direttore Amministrativa formula la proposta di valutazione del Dirigente. Tale proposta deve essere tempestivamente comunicata al Dirigente valutato, il quale entro 25 giorni può formulare le proprie osservazioni.
2. Il Direttore Amministrativo, se ritiene di dover accogliere le osservazioni del valutato, apporta le opportune modifiche ed entro 20 giorni dal ricevimento delle osservazioni del valutato invia la valutazione definitiva al Nucleo di Valutazione.
3. Al dirigente valutato è inviata copia della valutazione definitiva inoltrata al Nucleo di Valutazione; entro 10 giorni dal ricevimento della stessa, il valutato può formulare ulteriori osservazioni all?organo valutatore di seconda istanza.
4. Il Nucleo di Valutazione, se non sussistono ulteriori richieste del valutato, entro 10 giorni prende atto della valutazione formulata dal valutatore di prima istanza. Se sussistono ulteriori richieste ed osservazioni del valutato, acquisisce in contraddittorio le valutazioni del dirigente interessato, anche assistito dalla organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da persone di sua fiducia, e conferma o riformula la valutazione di prima istanza entro 20 giorni.

Art. 25 ? Valutazione del Direttore Amministrativo
1. La valutazione delle prestazioni del Direttore Amministrativo è effettuata dal Rettore e dal Consiglio di Amministrazione, sulla base della relazione presentata ai sensi dell?art. 56 comma 6 dello Statuto.

CAPO VI
PERSONALE AMMINISTRATIVO E TECNICO
Sezione I
Conferimento incarichi

Art. 26 – Criteri generali per il conferimento degli incarichi non dirigenziali
1. In conformità ai principi della contrattazione collettiva i criteri generali a supporto delle scelte per il conferimento degli incarichi, in relazione alla natura e alle caratteristiche dei programmi da realizzare e alle competenze attribuite, sono i seguenti:
a) requisiti culturali e professionali posseduti (titolo di studio, abilitazioni professionali, categoria professionale di inquadramento, precedenti incarichi di comprovata qualificazione professionale, formazione professionale mediante partecipazione a convegni, seminari, corsi di aggiornamento e master);
b) attitudini (adattabilità al cambiamento, flessibilità, rapidità e frequenza di decisione, decisionalità ad alto contenuto di rischio, motivazione all’apprendimento);
c) capacità professionali (capacità organizzativa, capacità realizzativa, innovatività, capacità di integrazione e gestione del rapporto interfunzionale);
d) esperienza acquisita (nella soluzione di problemi operativi, nella soluzione di problemi complessi, nella gestione e nello sviluppo dei collaboratori, nella gestione di situazioni di influenza).
2. I criteri generali di cui al comma 1 saranno ulteriormente modulati in relazione alle diverse tipologie di incarico, nel rispetto del sistema delle relazioni sindacali previsto dalla contrattazione collettiva vigente.
3. Per il personale in servizio nell’Amministrazione universitaria, i requisiti elencati nel comma 1 si desumono dal curriculum formativo e professionale e devono essere adeguatamente documentati.
4. Ove, per la natura dell’incarico da conferire, si ritenga opportuno stipulare contratti di diritto privato con personale esterno all’Amministrazione, i requisiti di cui al comma 1 del presente articolo sono attestati dal curriculum formativo e professionale degli interessati, purché adeguatamente documentati.
5. Gli incarichi per gli uffici del Rettore e del Direttore Amministrativo sono attribuiti con scelta fiduciaria del Rettore e del Direttore Amministrativo a dipendenti di comprovata professionalità.

Art. 27 – Incarichi non dirigenziali
1. Sono conferiti con disposizione del Direttore Amministrativo, su proposta del Dirigente, gli incarichi di responsabile delle strutture organizzative di cui all?art. 5 comma 1 lett. b) e 10 comma 2 del Regolamento.
2. Sono conferiti con disposizione del Direttore Amministrativo, di concerto con il Rettore, gli incarichi di responsabile delle strutture di cui all?art. 5 comma 1 lett c) del Regolamento.
3. Sono conferiti con disposizione del Direttore Amministrativo, sentito il Preside, gli incarichi di responsabile delle strutture di cui all?art. 6 e 10 comma 3 del Regolamento.
4. Sono conferiti con disposizione del Direttore Amministrativo, sentito il Direttore di Dipartimento o di Centro, gli incarichi di responsabile delle strutture di cui all?art. 7 e 10 comma 3 del Regolamento.
5. Sono conferiti con disposizione del Direttore Amministrativo, sentiti i Dirigenti interessati, gli incarichi di responsabile delle unità di progetto di cui all?art. 8 del Regolamento.

Art. 28 – Revoca degli incarichi
1. Il Direttore Amministrativo può procedere alla revoca degli incarichi rispettivamente conferiti in caso di valutazione negativa delle prestazioni a seguito del procedimento di valutazione di cui ai successivi artt. 29 e seguenti del presente regolamento.
2. La revoca avviene con le modalità previste dalla contrattazione collettiva.

Sezione II
La valutazione del personale amministrativo e tecnico

Art. 29 ? Sistema di valutazione per il personale amministrativo e tecnico
1. Il sistema di valutazione dell?Ateneo si compone della valutazione delle posizioni e della valutazione delle prestazioni ed è corredato da apposito manuale di valutazione.

Art. 30 – Valutazione delle posizioni
1. La valutazione delle posizioni organizzative dell’Amministrazione universitaria è effettuata annualmente, previa concertazione sui criteri generali con le OO.SS. e la R.S.U., sulla base di una scheda di valutazione delle posizioni predisposta dal Direttore Amministrativo.
2. L?organo della valutazione delle posizioni è il Direttore Amministrativo, coadiuvato dal Direttore della Direzione per la Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane.

Art. 31 – Valutazione delle prestazioni
1. La valutazione delle prestazioni del personale tecnico e amministrativo delle strutture per l?amministrazione centrale è effettuata sulla base di una apposita scheda predisposta dal Direttore Amministrativo, e annualmente compilata dai Dirigenti o dal Rettore o Direttore Amministrativo per gli uffici speciali e di staff.
2. La valutazione delle prestazioni del personale tecnico e amministrativo delle strutture di didattica e di ricerca è effettuata sulla base di una apposita scheda predisposta dal Direttore Amministrativo, è annualmente compilata dai Presidi e dai Direttori di Dipartimento o di Centro.
3. La scheda di valutazione delle prestazioni è integrata con la valutazione sul raggiungimento dei risultati effettuata dal Dirigente, dal Rettore, dal Direttore Amministrativo, dal Preside o dal Direttori di Dipartimento o di Centro sulla base degli obiettivi assegnati e degli indicatori prescelti.
4. L’organo di valutazione di prima istanza per il personale è il Dirigente, il Rettore, il Direttore Amministrativo, il Preside o il Direttore di Dipartimento o di Centro; l?organo di valutazione di seconda istanza è il Direttore Amministrativo, tranne per i casi in cui il Direttore e il Rettore siano organi di prima istanza. In tal caso organo di seconda istanza è il Nucleo di Valutazione.

Art. 32 – Procedimento per la valutazione delle prestazioni del personale tecnico e amministrativo
1. L?organo di prima istanza formula la proposta di valutazione al dipendente. Tale proposta deve essere tempestivamente comunicata al valutato, il quale entro 25 giorni può formulare le proprie osservazioni.
2. L?organo di prima istanza, se ritiene di dover accogliere le osservazioni del valutato, apporta le opportune modifiche ed entro 20 giorni dal ricevimento delle osservazioni del valutato invia la valutazione definitiva all?organo di seconda istanza.
3. Al dipendente valutato è inviata copia della valutazione definitiva inoltrata all?organo di seconda istanza; entro 10 giorni dal ricevimento della stessa, il valutato può formulare ulteriori osservazioni all?organo valutatore di seconda istanza.
4. L?organo di seconda istanza, se non sussistono ulteriori richieste del valutato, entro 10 giorni prende atto della valutazione formulata dal valutatore di prima istanza. Se sussistono ulteriori richieste ed osservazioni del valutato, acquisisce in contraddittorio le valutazioni del dipendente interessato, anche assistito dalla organizzazione sindacale cui aderisce o conferisce mandato o da persone di sua fiducia, e conferma o riformula la valutazione di prima istanza entro 20 giorni.

CAPO VII
Norme finali
Art. 33 – Entrata in vigore e pubblicità
1. Il presente Regolamento è emanato, previa delibera del Consiglio di Amministrazione, con Decreto Rettorale ed entra in vigore il quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione nell’albo dell’Università.

(*) la proposta è del direttore amministrativo dell’Università di Cagliari Fabrizio Cherchi (nella foto)
Riferimenti: Unicafor

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In Gazzetta una legge che promuove interventi innovativi negli Atenei

25 Agosto 2005 Commenti chiusi


Gazzetta Ufficiale N. 194 del 22 Agosto 2005
TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 30 giugno 2005, n.115
Testo del decreto-legge 30 giugno 2005, n. 115, coordinato con la legge di conversione 17 agosto 2005, n. 168, (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 11), recante: «Disposizioni urgenti per assicurare la funzionalita’ di settori della pubblica amministrazione. Disposizioni in materia di organico del personale della carriera diplomatica, delega al Governo per l’attuazione della direttiva 2000/53/CE in materia di veicoli fuori uso e proroghe di termini per l’esercizio di deleghe legislative».

Capo I
Interventi urgenti per l’università la scuola e gli ordini professionali
(omissis)

Art. 2-bis.
Strumenti didattici innovativi nelle Università

(( 1. Allo scopo di fornire alle università strumenti didattici
innovativi fondati su reti di connettività senza fili nonchè di
favorire l’acquisto da parte degli studenti di personal computer
idonei a connettersi alle predette reti, sono stanziate:
a) la somma di 2,5 milioni di euro nell’anno 2005, destinata al
cofinanziamento di progetti per la realizzazione di reti di
connettività senza fili nelle Università;
b) la somma di 10 milioni di euro nell’anno 2005, destinata
all’erogazione di un contributo di 200 euro per l’acquisto di
personal computer da parte degli studenti che usufruiscono delle
esenzioni dalle tasse e dai contributi universitari;
c) la somma di 2,5 milioni di euro nell’anno 2005, destinata alla
costituzione di un fondo di garanzia per la copertura dei rischi sui
prestiti erogati da istituti di credito agli studenti universitari
che intendono acquistare un personal computer.
2. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro per
l’innovazione e le tecnologie, di concerto con il Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e con il Ministro
dell’economia e delle finanze, entro novanta giorni dalla data di
entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto,
sono stabilite, entro i limiti delle disponibilità finanziarie di
cui al comma 1, le modalità di erogazione dei finanziamenti agli
istituti universitari di cui alla lettera a), le modalità di
erogazione dei contributi di cui alla lettera b) e le modalità di
finanziamento del fondo di garanzia di cui alla lettera c) del comma
1, nonchè le modalità di gestione e comunicazione delle iniziative.
3. Agli oneri derivanti dal comma 1, lettere a), b) e c), si
provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di
spesa per l’anno 2005, di cui all’articolo 4, comma 8, della legge 24
dicembre 2003, n. 350, come rifinanziata dalla Tabella D allegata
alla legge 30 dicembre 2004, n.311.))

Riferimenti normativi:
- La legge 24 dicembre 2003, n. 35 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato -
legge finanziaria 2004) è pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale del 27 dicembre 2003, n. 299.
- La legge 30 dicembre 2004, n. 311 (Disposizioni per
la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello
Stato – legge finanziaria 2005) è pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 31 dicembre 2004, n. 306.

Riferimenti: Unicafor

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Osservatorio e-learning 2005. Un convegno a Roma

23 Agosto 2005 317 commenti


C O N V E G N O E-LEARNING IN ITALIA: UNA STRATEGIA PER L’INNOVAZIONE
Osservatorio ANEE/ASSINFORM 2005

con il patrocinio del Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie e con il patrocinio del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Sarà presentato ufficialmente a Roma il prossimo 28 settembre 2005 presso la sede dell?INAIL nel corso di un Convegno dal titolo ?E-learning in Italia: una strategia per l?innovazione? l?Osservatorio sull?e-learning 2005 predisposto dall?Area “Regolazione e Formazione” del CNIPA in collaborazione con Anee/Assinform e con il patrocinio del MIT e del MIUR. Realizzato in collaborazione con alcune tra le principali aziende italiane operanti nell?ambito della formazione a distanza e con alcuni istituti accademici, l?Osservatorio illustra le attività formative svolte in modalità e-learning nella PA – sia a livello centrale che locale – nella scuola, nelle università e nelle aziende nel corso del 2004. L?apertura dei lavori è affidata al Presidente del Cnipa Livio Zoffoli, mentre la presentazione dei risultati dell?Osservatorio al Presidente della Commissione Anee/Assinform Roberto Liscia.
IL PROGRAMMA
Fonte CNIPA www.cnipa.it
Riferimenti: Unicafor

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Pubblicato lo studio sui Master universitari in Italia

18 Agosto 2005 2 commenti


IL RUOLO DELLE UNIVERSITÀ NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE POST-LAUREA (ottobre 2003 – ottobre 2004)
Lo studio, commissionato dal Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU) è stato diretto dal Dott. Livio Pescia e realizzato in collaborazione con l?Osservatorio per l?Università e per il Diritto allo studio universitario del Piemonte.
L?obiettivo dell?indagine è stato quello di analizzare il rapido sviluppo dei corsi master universitari tracciando un quadro a livello nazionale.
La ricerca ha riguardato i master universitari degli anni accademici 2002/03 e 2003/04.
Gli obiettivi della ricerca:
Fornire informazioni attraverso la raccolta sistematica e l?elaborazione di dati riguardanti l?universo dei corsi master presenti in tutti gli atenei.
Tali dati contribuiranno altresì, ad arricchire la banca dati nazionale dell?offerta formativa; banca che, al momento, non includeva informazioni specifiche sui master e su altre attività formative organizzate autonomamente dagli atenei
Fornire informazioni più dettagliate tramite questionari su un numero significativo di corsi
Analizzare le caratteristiche distintive (soprattutto in termini di innovazione e di trend significativi) di questa nuova tipologia di formazione
Analizzare le motivazioni, il ruolo ed i bisogni professionali dei diversi attori (stakeholders)
Fornire una prima indicazione di larga massima sull?efficacia e l?impatto di queste attività
Fornire interpretazioni e raccomandazioni

Ecco lo studio: http://www.frame.corep.it/download/ind_master.pdf

Fonte: Sito del Consorzio Corep www.corep.it

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Bonas noas da Nuoro! Arrivano gli esperti in governance.

9 Agosto 2005 Commenti chiusi


Arrivano gli esperti in governance
L’università nuorese promuove un master in governo locale

NUORO. Si prepara a sfornare i primi 30 “figli della Bassanini”, il consorzio universitario nuorese. I futuri esperti di un modo molto meno polveroso e antiquato di gestire la pubblica amministrazione. Fatto di progetti, capacità di attrarre fondi e soprattutto semplificazione. Ci vorranno 285 ore di lezione a partire da ottobre, altre 1200 circa di seminari, stage e lavori di gruppo, ma alla fine i professionisti dovrebbero essere pronti. Dall’autunno partirà, infatti, nella sede del consorzio in via Salaris, il master in “Governance multilivello” aperto a tutti i laureati triennali in Scienze giuridiche, Scienze dei servizi giuridici o Scienza dell’amministrazione. “È uno dei pochi in Italia di questo genere e su questo argomento. È una tappa intermedia per arrivare ad avere un corso di laurea specialistico in questa disciplina”; hanno spiegato ieri mattina il presidente del consorzio universitario, Bachisio Porru, il direttore del master, Gianmario Demuro e il preside del corso di laurea di primo livello in Scienza dell’amministrazione, Gianfranco Bottazzi. Un piccolo primato, insomma, per il consorzio universitario barbaricino. Quasi una scommessa che prelude, però, a sogni ben più ambiziosi. “Riteniamo – ha detto Porru – che in Sardegna ci sia spazio per un terzo polo universitario nuorese, e che si finisca di parlare di gemmazione. Che ci sia spazio per un ateneo molto specializzato e competitivo in due settori: ambiente e pubblica amministrazione“. Così, dunque, da ottobre si parte con il primo master in Governance. È la prima iniziativa, tra l’altro, in cui la facoltà di Giurisprudenza di Cagliari collabora con il consorzio di via Salaris. Sarà proprio Giurisprudenza, infatti, a nominare il corpo docente del master che verrà invece relizzato e organizzato per intero con fondi del Consorzio in collaborazione con il corso di laurea in primo livello in Scienza dell’amministrazione. Gli ammessi a frequentare il master sono massimo trenta. Requisito fondamentale il possesso di una laurea triennale in Scienze giruidiche o Scienze dell’amministrazione. Per l’ammissione al corso, nel caso che le domande fossero superiori a 30, è richiesto il superamento di un colloquio e la valutazione del curriculum vitae. L’eventuale colloquio si terrà il 27 settembre 2005, alle 9.30 in via Salaris. Le domande di ammissione (a cui va allegato il curriculum e i titoli in possesso) devono essere presentate o inviate unicamente per raccomandata con ricevuta di ritorno entro il 20 settembre 2005, a questo indirizzo: Università degli studi di Cagliari, segreteria scuola di specializzazione, via Università 40, 09124 Cagliari. In caso di richiesta di iscrizione di studenti stranieri, a loro saranno riservati 3 posti. La quota di iscrizione al master è di 1250 euro. Tra le materie insegnate ci sono: diritto costituzionale, amministrativo ed europeo, e-government e informatica giuridica, tecniche di semplificazione amministrativa, economia e organizzazione aziendale, analisi di bilancio pubblico e controlli di gestione, tecniche di negoziato per la pubblica amministrazione (psicologia del lavoro e delle organizzazioni), sociologia dell’organizzazione.

Valeria Gianoglio
Da La Nuova Sardegna del 2 agosto 2005

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Università diffusa. Sulcis-Iglesiente (da La Nuova Sardegna)

9 Agosto 2005 5.144 commenti


L’università sarà più forte con la ricerca
Dalla Regione un progetto al Consorzio 21
Anche la Provincia vuole entrare nell’Ausi
IGLESIAS. L’università non cede alle difficoltà economico-finanziarie dell’Ausi (Associazione Università per il Sulcis Iglesiente) e conferma per il prossimo anno accademico (2005-2006) i tre corsi di laurea che da alcuni anni sono seguiti da decine di studenti. Il presidente dell’associazione Ilio Salvatori, alla presenza di Giorgio Piccaluga, del sindaco Pier Luigi Carta e di altri docenti, ha presentato la situazione dei tre corsi di studi (Scienza dei materiali, Informatica e Ingegneria ambientale) che stanno riscuotendo l’interesse degli studenti universitari del territorio, della Sardegna e di altre regioni. Il problema più urgente da risolvere è sempre reperire risorse finanziarie per garantire a studenti, docenti e personale le risorse necessarie per la richiesta della nuova Provincia a diventare socio dell’Ausi. Insomma i responsabili della giunta dell’ente intermedio hanno ritenuto importante garantire alle tre facoltà operanti a palazzo Bellavista, a Monteponi, una tantum in grado di fare quadrare i conti. Ma c’è anche l’interesse della giunta regionale a far crescere Monteponi, oltre che come centro di formazione culturale, come centro regionale di ricerca. La giunta Soru ha dato mandato al Consorzio 21 di elaborare un progetto perché Monteponi con Serbariu diventi distretto tecnologico del Sulcis Iglesiente: una commissione sta già lavorando per dare vita a questo polo tecnologico. “Indubbiamente Monteponi – ha detto Giorgio Piccaluga – non può essere concepito come centro universitario in grado di consentire ad una decina di giovani la laurea. Occorre che si faccia ricerca e la giunta regionale ha in mente di creare le basi perché le gallerie, le montagne rosse, i laboratori diventino supporti per effettuare indagini avanzate nei nuovi materiali e in settori che sono nelle nostre gallerie è possibile effettuare”. In definitiva Serbariu diventerebbe il polo di ricerca per il carbone mentre a Bellavista e negli edifici che lo circondano si faranno misurazioni di bassa radioattività. In questi anni l’università del Sulcis Iglesiente ha consegnato centinaia di lauree e sono pochi, quelli di fresca nomina a dottore, a non aver trovato lavoro. I laureati in Scienza dei materiali sono i più ricercati e trovano, quasi sempre, nelle aziende dove hanno effettuato il tirocinio. Non mancano altre importanti aspirazioni per l’avvio di altri corsi di laurea ma in periodo di vacche magre è bene accontentarsi. In tema di reperimento di risorse economiche l’Ausi ha invitato anche il parco geominerario della Sardegna a sostenere l’iniziativa. “Il Parco – ha aggiunto Pier Luigi Carta – non è solo un fatto di ripristino ambientale o di messa in sicurezza dei siti dimessi ma è anche una ricerca storica dhe deve durare nel tempo e l’università è in grado di svolgere questo ruolo con l’intervento di soggetti esterni. Per quanto riguarda il Comune di Iglesias garantiamo la massima solidarietà e interventi concreti”. A ottobre comunque l’anno accademico partirà regolarmente e si spera che i progetti che il Consorzio 21 sta predisponendo siano pronti.
E.A.

Nella foto la palazzina Bellavista a Monteponi, che ospita la sede dei corsi universitari.
Riferimenti: Sito Corso di laurea Scienza dei materiali

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TELMA, aperte le iscrizioni per laurearsi on line in manager dell’audiovisivo

5 Agosto 2005 2 commenti


TELMA, aperte le iscrizioni per laurearsi on line in manager dell’audiovisivo
di Antonella Frosoni
(dal sito Formez)
Sono aperte dal 1° agosto le iscrizioni a TEL.M.A. (www.unitelma.it), l?università telematica non statale italiana legalmente riconosciuta e dedicata al mondo della multimedialità. L?offerta didattica, promossa dal Formez all?interno di un consorzio insieme ad Euform.it, E.D.E.F.A., I.A.T. (i corsi partiranno il 1° novembre 2005 e ad essi ci si può iscrivere in qualsiasi periodo dell’anno), prevede al momento un corso di laurea in Economia e Management dell’Audiovisivo e un corso di laurea magistrale in Produzione e Distribuzione Audiovisiva , più due master universitari di primo livello in Diritto e commercio elettronico e Sistemi informativi geografici (GIS) delle pubbliche amministrazioni.

Il ciclo accademico rappresenta una novità assoluta nel panorama formativo nazionale. Ad oggi, infatti, non esiste in Italia un titolo di studio che riconosca competenze manageriali nei media digitali. L?Istituto, cogliendo l?opportunità offerta dal decreto Moratti-Stanca (17 aprile 2003) che consente a soggetti pubblici e privati, università degli studi statali e non, di poter istituire corsi di studio on line, dando così la possibilità di conseguire una laurea anche a quanti non possono seguire lezioni in aula (lavoratori o disabili), ha dato il via libera alla realizzazione del progetto. Nuove le figure professionali che si formeranno in e-learning: manager dell?audiovisivo, professionisti in grado di far quadrare i bilanci, costruire palinsesti televisivi, commercializzare i prodotti audiovisivi con logica imprenditoriale in un mercato attento all?ICT.

Obiettivo dell?università Telma sarà colmare il ritardo accumulato sinora in Italia, rispetto ad altri paesi dove le materie di insegnamento relative al settore della comunicazione fanno già parte del piano di studi di scuole nazionali di cinematografia, televisione e college. Il tutto avverrà mediante l?utilizzo delle metodologie e tecnologie informatiche più avanzate nella formazione a distanza (FAD). Ventiquattro ore su ventiquattro, per 7 giorni alla settimana, i futuri laureati via web potranno accedere tramite password a lezioni audio-video interattive, sessioni di domande e risposte, bibliografie, tabelle, grafici, statistiche, lucidi elettronici. Potranno inoltre partecipare a project work e laboratori virtuali.

Durante il triennio di studi gli studenti approfondiranno varie tematiche: legislazione comunitaria dei media, organizzazione e management dell’audiovisivo, economia e marketing dell’audiovisivo, diritto pubblico e legislazione cinematografica e televisiva. Chi sceglie di iscriversi al master sul ?Diritto e commercio elettronico? dovrà studiare l?archiviazione informatica dei documenti nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese e nelle professioni; il codice del trattamento dei dati personali; la tutela giuridica delle banche dati; la normativa sui processi di digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni; i reati informatici; gli appalti pubblici informatici. I processi di informatizzazione e standardizzazione delle informazioni geografiche, il piano di decentramento del catasto ai comuni, l?informazione geografica nelle regioni, province e comuni saranno invece i moduli formativi per i futuri esperti nei Sistemi informativi geografici (GIS) delle pubbliche amministrazioni.

Uno dei punti di forza di Telma è il monitoraggio continuo sull?attività dello studente. Tutor ed esperti affiancheranno gli allievi durante le lezioni, attraverso un programma individualizzato di dialogo con il docente, inserimento in aule virtuali e gruppi di lavoro. Costante sarà il supporto e il confronto attivo all?attività dei docenti e ricercatori universitari da parte di un network di professionisti di primo livello nel settore audiovisivo, provenienti dalle maggiori industrie europee. Sono, inoltre, previsti sistemi di lettura e navigazione che rispondono allo standard W3C per disabili con problemi motori o non vedenti. Una formazione tutta via internet, dunque, ed un solo spostamento a Roma per sostenere in presenza gli esami, secondo le modalità stabilite dal Regolamento didattico del Corso di laurea e dal calendario stabilito dall’Ateneo.

Elemento importante: non sono ammessi percorsi preferenziali. Gli organizzatori assicurano infatti che il sistema didattico prevede una propedeuticità determinata da un tracciamento telematico che, consentendo l?accesso alla piattaforma digitale, permette una volta effettuata l?iscrizione di seguire le lezioni del primo anno sotto il controllo dei tutor, di essere valutati dai docenti mediante verifiche e quindi di sostenere gli esami in presenza. L?intero format delle lezioni, inoltre, è garantito da un contratto sottoscritto al momento dell?immatricolazione e da una Carta dei Servizi contenente le modalità di erogazione della lezione e di fruizione dei servizi.

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Ultimi impegni estivi di Dirinnova. Arrivederci al 22 agosto

3 Agosto 2005 6 commenti


Martedì 2 agosto: incontro presso l’Assessorato del Lavoro del Comitato partenariale per i fondi europei su “Modifiche regolamenti intgerventi sui fondi strutturali UE per il periodo 2007-2013″, a cura del Comitato partenariale e della società di consulenza tecnica Ismeri Europa (www.ismerieuropa.it). Per Dirinnova Franco Meloni e Cristina Aresu.
Nel pomeriggio incontro tecnico alla Regione sull’Università Telematica, presso il Centro Regionale di Programmazione. Per le Università i rappresentanti del Consorzio Internuniversitario per l’Università Telematica Sarda (Tagliagambe, Scateni, Meloni, Aresu),
Buone vacanze a tutti!

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