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Confindustria e sindacati: uniti per rilanciare l’economia

28 Febbraio 2005 1 commento


Confindustria e sindacati: uniti per rilanciare l’economia
Un articolo su “Sardegnaoggi” on line di Melina Luesu
Confindustria sarda e organizzazioni sindacali del territorio siederanno sullo stesso tavolo della concertazione per studiare, valutare gli interventi più idonei a risollevare la crisi del comparto industriale. Il progetto, chiamato di Governance, prenderà il via il 1 marzo. In 18 mesi un gruppo di lavoro di 6 tecnici, tre per ogni parte in causa, disporrà dei criteri atti al rilancio economico dell’area del cagliaritano. La novità del progetto risiede nella metodologia. Per la prima volta Confindustria e Organizzazioni sindacali lavoreranno gomito a gomito per prospettare degli interventi unitari atti a ricompattare il mondo industriale del capoluogo.

CAGLIARI – Sviluppo, competitività e rilancio dell’area economica del territorio cagliaritano sono fra gli obiettivi del ‘Progetto di Governance’, promosso in accordo tra la Confindustria sarda e le Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil. Il progetto nasce dall’attuazione del Protocollo d’Intesa siglato dalle parti in causa lo scorso 18 novembre. Un tavolo di progettazione per studiare, per ricercare, per predisporre, in 18 mesi di intenso lavoro, interventi di qualità ed investimenti per ridare vigore al comparto industriale del territorio cagliaritano.

La novità reale del progetto risiede nel metodo. La Confindustria e i Sindacati Territoriali sono convinti che per invertire la tendenza e favorire l’economia, occorra puntare su un sistema produttivo integrato che non operi, quindi, a compartimenti stagni. Rilanciare l’industria significa tener conto dell’ambiente, significa sviluppare un sistema dei trasporti adeguato, significa qualificare professionalmente il mondo del lavoro. Perché questo si trasformasse in realtà è stato necessario unire le forze e le competenze dei sindacati e dell’imprenditoria. Uno scambio di idee fra mondi diversi per prospettare delle soluzioni ragionate che tengano conto delle esigenze delle parti in causa.

L’unione fa la forza. Il Presidente della Confindustria sarda Gianni Biggio mostra tutta la sua soddisfazione ?perché -dice- il metodo della concertazione fra mondo dell’imprenditoria e delle parti sociali è una scommessa innovativa non solo per la Sardegna ma per l’Italia.? Dagli incontri degli attori in scena il Presidente è persuaso che emergeranno delle iniziative concrete per contrastare lo stallo economico dell’importante area del cagliaritano. ?La zona ? sottolinea Michele Caledda della Uil ? è altamente competitiva, per questo va considerata come elemento di traino per lo sviluppo economico dell’intera isola.? Per moltiplicare e far venire alla luce le potenzialità inespresse del capoluogo ?è indispensabile ? sottolinea Enzo Costa della Cgl ? lo stretto legame fra lavoratori ed industriali.? Fabrizio Carta della Cisl, aggiunge che ?la condivisione con la Confindustria di un medesimo modello di sviluppo ci permette un confronto unitario con il mondo della politica?.

Le responsabilità sulla situazione di ampasse non ricadono in toto sugli amministratori pubblici. ?Certo, sottolinea Caledda, la pubblica amministrazione ha delle gravi responsabilità nei ritardi causati dalla eccessiva burocratizzazione, ma il mondo politico, senza distinzione di colore, non è stato capace di rimuovere i nodi che hanno provocato lo stato di attuale recessione.? Il contributo che si vuol offrire, conclude Biggio, ?è responsabilizzare i referenti politici dai quali attendiamo delle risposte alle istanze inoltrate dal settore produttivo?.

Creare le condizioni ad hoc perché gli imprenditori decidano di investire sull’isola è l’imperativo. Allo stato attuale, l’eccessiva burocratizzazione, ad esempio, potrebbe essere da ostacolo al possibile insediamento di un nuovo call center Sky.
I 6 tecnici, tre per ogni attore del progetto, che siederanno al tavolo avranno il compito, in prima battuta, di determinare quali siano i punti di debolezza e di forza del territorio. Da qui si partirà, poi, per l’individuazione delle linee per l’impostazione delle proposte di sviluppo per gli ambiti tematici e settoriali. Le tematiche generali prese in esame saranno le più diverse. Pianificazione urbanistica, la questione delle Infrastrutture e delle aree industriali. Ancora l’operatività del Porto industriale, la riqualificazione e valorizzazione ambientale. L’individuazione degli strumenti per la promozione dell’innovazione e della ricerca, nell’ambito delle misure del Por, e per proposte atte ad abbattere il surplus dei costi energetici. Analisi della situazione degli Sportelli Unici e dell’efficienza amministrativa. Lotta al lavoro sommerso, analisi sul livello di sicurezza del lavoro. Per gli ambiti settoriali saranno prese in considerazione i comparti edile, chimico, metalmeccanico, manifatturiero e dei servizi.

Melina Luesu

Riferimenti: Sardegnaoggi

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Gestire un Progetto di e-learning: un seminario del Cnipa per la Sardegna

23 Febbraio 2005 955 commenti


Il CNIPA, Centro Nazionale per l?Informatica nella Pubblica Amministrazione, con il contributo del Progetto CRC, in collaborazione con la Regione Autonoma della Sardegna ed il Formez, organizza il Seminario ?Gestire un Progetto di e-learning?, che sarà ospitato a Cagliari, presso la Sala dell?Anfiteatro della Regione Autonoma della Sardegna, in via Roma 253, il prossimo giovedì 3 marzo 2005.

Il Seminario ?Gestire un Progetto di e-learning? è fortemente voluto dal CNIPA per offrire alle amministrazioni centrali e locali un supporto ed un quadro di contenuti gestionali per organizzare,progettare, realizzare, monitorare, valutare le voci di costo, ed individuare le opportunità di finanziamento di un progetto di e-learning e per far conoscere le attività che CNIPA e MIT hanno svolto e stanno attuando.

Ma tale evento è soprattutto un momento di confronto ? unico per il panorama nazionale ? che si pone quale obiettivo di far emergere, condividere e confrontare i progetti di e-learning realizzati dalle amministrazioni locali e centrali; in particolare le iniziative più interessanti saranno presentate durante la giornata formativa.

Il programma della giornata prevede l?intervento di docenti e referenti provenienti da diversi enti di riferimento nel panorama dell?e-learning, quali CNIPA, Dipartimento della Funzione Pubblica, Politecnico di Milano, CONSIP, Regione Piemonte e CSI Piemonte .

La partecipazione all?evento è libera e gratuita, previa registrazione obbligatoria attraverso la compilazione della Scheda di Registrazione allegata da rinviare alla Segreteria Organizzativa.

Ulteriori informazioni potranno essere richieste alla Segreteria Organizzativa Locale:Tel. -070.6065985; mail: v.ghiani@crcitalia.it .

Si segnala che nel sito www.cnipa.it è stata creata un?area riservata alla giornata.

Riferimenti: Cnipa

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Il presidente della Regione all’inaugurazione dell’anno accademico di Sassari

21 Febbraio 2005 Commenti chiusi


Intervento all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Sassari del presidente della Regione Sarda Renato Soru.
Sassari, 18 febbraio 2005
Il 18-20% quindi di sardi che non hanno un lavoro, una percentuale che diventa molto più alta fra i giovani, le giovani donne, le persone che vivono non nei grandi centri urbani ma nell?interno dei nostri territori.
La nuova povertà e la disoccupazione danno il senso, sono il segno dei bisogni della Sardegna, dei bisogni gravi, importanti, urgentissimi
.

Renato Soru ha cominciato così il discorso di una ventina di minuti davanti al senato accademico e a una folla di docenti, studenti e personale tecnico e amministrativo venerdì a Sassari in occasione dell?inaugurazione dell?anno accademico. Rivolgendosi al rettore, il presidente della Regione ha iniziato dai dati sul lavoro in Sardegna, per introdurre il tema del livello di istruzione, evidentemente ininfluente, e collegato. Elemento di povertà, anziché risorsa, anziché ricchezza.

?E poi c?è un altro numero che mi spaventa altrettanto ? ha detto Renato Soru – ed è il fatto che solamente il 31% dei sardi, dei giovani sardi, dei nostri figli, ottiene un titolo di studio superiore alla terza media. Vuol dire che quasi il 70% dei sardi è con la terza media e noi ci stiamo preparando a una Regione con la terza media, questa è la nostra Regione oggi?. Solamente il 10% della forza lavoro ha una laurea, mentre la media europea è oltre tre volte tanto. In Sardegna c?è un laureato ogni dieci occupati, nella media europea ce ne sono oltre tre.

?Da una parte ci sono i bisogni ? ha continuato il presidente – dall?altra parte c?è la necessità di rispondere ai bisogni e forse ci stiamo preparando a rispondere ai bisogni con degli strumenti che non sono assolutamente all?altezza della situazione?.

Lo sviluppo della Sardegna oggi è in competizione non solo con lo sviluppo delle altre Regioni d?Italia e di altre poche Regioni europee, ma è in competizione con una grande quantità di Regioni della nuova Europa oggi più assistite, che verranno molto più assistite della nostra.
?E allora come potremo dare risposte ai nostri bisogni, con quale tipo di sviluppo? Promuovendo in che maniera il nostro sviluppo?? si è chiesto il presidente della Regione.

Che ha continuato: ?Ce lo siamo detti cento volte, cercando di fare tesoro, di fare perno, di fare leva su quello che abbiamo. E abbiamo tanto in tema di storia, cultura diffusa, saperi locali, tradizione, abbiamo tantissimo in tema di ambiente, ma il motore essenziale, fortissimo dello sviluppo in ogni paese non può essere che la conoscenza, non può essere che l?intelligenza alimentata da un adeguato livello di conoscenza, una conoscenza che non si ferma mai, che continua a crescere, che accompagna la vita di tutti noi: questo è il vero motore di sviluppo di ogni paese, di ogni popolo, di ogni nazione?.
Il testo integrale del discorso di Renato Soru all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Ateneo di Sassari

Fonte: sito web Ras

Nella foto il Rettore dell’Università di Sassari Alessandro Maida

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Gli stakeholder dell’Università di Cagliari

20 Febbraio 2005 2 commenti


AMBIENTE DI RIFERIMENTO OPERATIVO (dimensione ateneo)
STAKEHOLDER PRIMARI (determinano o influenzano in modo determinante – in misura diversa per ciascun stakeholder – le scelte dell?ateneo)
Interni: Docenti, Dipendenti tecnici e amministrativi, Dirigenza, Altro personale non strutturato, Organizzazioni Sindacali dell?Ateneo, Rappresentanze degli studenti, Altre rappresentanze interne, Studenti iscritti, …
Esterni: Stato (Miur), Regione Autonoma Sardegna, Altri finanziatori determinanti, Ersu ? Ente regionale per il diritto allo studio, Comitato di coordinamento regionale, Altri clienti, Pazienti (Policlinico), Fornitori, Famiglie degli studenti, …

AMBIENTE DI PRIMO RIFERIMENTO (dimensione regionale)
STAKEHOLDER PRIMARI e STAKEHOLDER SECONDARI
Mondo della formazione e della cultura: Università di Sassari e Enti di ricerca regionali, Studenti delle scuole superiori (del bacino d?utenza), Scuole, Enti di formazione professionale, …
Mondo delle pubbliche amministrazioni: Regione Autonoma della Sardegna, Comune di Cagliari, Altri Enti locali, Camera di Commercio, …
Mondo delle imprese e del lavoro: Organizzazioni sindacali dei lavoratori, Organizzazioni datoriali, Ordini professionali, Associazioni professionali, Terzo settore, volontariato, cooperazione.
Mondo della comunicazione: Stampa e altri media regionali.
Altri: Fondazioni bancarie, Mondo degli ex studenti (i cosiddetti alumni) portatori di esperienze individuali, Potenziali studenti part time e maturi, …

AMBIENTE DI RIFERIMENTO GENERALE (dimensione nazionale ed internazionale) STAKEHOLDER PRIMARI e SECONDARI(interagiscono soprattutto sul piano delle politiche)
Università e Strutture di governo del sistema universitario:
Altre Università ed Enti di ricerca, Ministero dell?istruzione, dell?università e della ricerca (Miur), Consiglio Universitario Nazionale (Cun), Consiglio Nazionale degli studenti universitari (Cnsu), Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu), Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr), Conferenza dei Rettori delle Università italiane (Crui), …
Strutture istituzionali: Unione Europea, Governo / Dipartimento della Funzione Pubblica, CNEL, CNR, CNIPA, Conferenza delle Regioni, …
Strutture di rappresentanza economico-sociale: Federazioni Nazionali Sindacati Università, Confederazioni Nazionali Sindacali, Confederazioni del mondo imprenditoriale, Unioncamere, …
Altri

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La Regione Sarda per lo sviluppo dei territori

18 Febbraio 2005 4 commenti


In Ogliastra inizia il ciclo di incontri per la programmazione territoriale. In Sardegna la nuova programmazione integrata territoriale dovrà fondarsi su tre parole chiave: responsabilità, sviluppo locale e ?insieme?, che significa capacità di cooperare a un progetto comune a vantaggio della collettività. Salvatore Orlando, direttore del Centro regionale di Programmazione, ha sintetizzato con una formula semplice ma efficace il senso del lavoro che attende nei prossimi anni Regione, Comuni e Province. L?occasione per questa riflessione è stata la prima giornata del ciclo di incontri territoriali nelle otto province sarde, organizzati per avviare il lavoro sui nuovi progetti integrati, inseriti nella revisione del Complemento di Programmazione del Por Sardegna 2000-2006.
All?incontro, che si è tenuto a Lanusei, ha partecipato anche l?assessore dell?Industria, Concetta Rau. La scelta dell?Ogliastra come punto di partenza per questo primo giro di consultazioni non è casuale. Il territorio ha potenzialità che in passato non sono state riconosciute e oggi può diventare un vivace laboratorio per lo sviluppo locale. Il prossimo incontro si terrà in provincia di Cagliari, lunedì 21 febbraio alle 10 nell?ex sede Cisapi di Cagliari. Nel suo intervento, Salvatore Orlando si è soffermato sul concetto di responsabilità: «Tutti gli interlocutori dovranno con impegno e consapevolezza esercitare il proprio ruolo all?interno del processo di sviluppo ? ha detto ? La responsabilità deve essere intesa in questo senso».
Agli amministratori locali comunali e provinciali, agenzie di sviluppo locale, Comunità montane e cittadini, è stato spiegato che le risorse disponibili per la programmazione territoriale si aggirano intorno ai 1700 milioni di euro, inclusa la premialità del Por pari a 344 milioni. Nella prima fase di attuazione del Por Sardegna sono state finanziate operazioni all?interno di 13 Progetti integrati territoriali (Pit) per un importo complessivo pari a 360 milioni di euro. Alla fine di novembre, è stata effettuata una ricognizione sull?ammontare di risorse del Por che sono state investite nei singoli territori del Por per le diverse tipologie dei Pit, anche attraverso meccanismi ordinari di attuazione delle misure. Il totale delle risorse impiegate ammonta a circa 1300 milioni di euro, inclusi i 360 milioni dei 13 Pit finanziati.

La nuova programmazione territoriale prevede quattro azioni strategiche: azioni per l?inclusione sociale; azioni per la tutela e la valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale della regione; azioni per la realizzazione di iniziative locali di sviluppo e occupazione; azioni per sostenere la competitività del sistema regionale. Per le prime tre azioni è stato ipotizzato di effettuare bandi sulle specifiche misure del Por Sardegna per un importo di circa 325 milioni di euro, di cui 250 milioni per operazioni da attivare nei territori dei Comuni dei 16 Pit non finanziati e 75 milioni di euro per operazioni da attivare nei territori dei Comuni dei 13 Pit finanziati. Altre risorse integrative arriveranno dagli Accordi di programma quadro: ricerca e innovazione, Società dell?informazione, beni culturali, sostenibilità ambientale e sviluppo locale.

Per l?attuazione delle azioni sarà dato supporto per la definizione degli obiettivi e delle strategie, l?individuazione di specifiche operazioni da attuare, la predisposizione dei bandi di gara per la selezione dei progetti. Sarà fornita una guida per la presentazione delle proposte e una guida per la valutazione ex ante del valore aggiunto prodotto dell?integrazione.
Oggi, è stata presentata anche la banca dati aggiornata per comune su tutti gli interventi pubblici e privati di programmazione regionale, nazionale ed europea avviati negli ultimi cinque anni, disponibile sulla pagina Europa del Centro regionale di Programmazione.

Visita la pagina Europa.

Fonte: RAS
Riferimenti: Sardegna Europa

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Per l’università c’è bisogno di dibattito sull’università

16 Febbraio 2005 2 commenti


Un primo intervento:
Uno dei problemi dell’università italiana è costituito dalla dimensione eccessiva di quasi tutti gli atenei, addirittura abnorme se pensiamo ad alcune università come La Sapienza di Roma e la Federico II di Napoli (ciascuna con ben oltre i 100.000 studenti). Nel panorama degli atenei italiani quello di Cagliari con i suoi 36.000 studenti costituisce un ateneo di dimensione medio-grandi, mentre quello di Sassari, con poco più della metà degli iscritti, si situa tra gli atenei medio-piccoli. Le dimensioni eccessive comportano gravosi problemi gestionali e troppo spesso una caduta di attenzione verso lo studente, in termini di qualità della didattica e di servizi. La Francia, come sappiamo ha da tempo fatto la scelta di scomporre i grandi atenei in atenei di piccole dimensioni (mediamente 10.000 iscritti): solo a Parigi se ne contano sedici. Ora, ammettiamo che è un discorso da approfondire, però, stante la situazione italiana non sarebbe male pensare a provvedimenti del tipo di quelli adottati in Francia. In Sardegna, per esempio di potrebbe costituire un nuovo ateneo, magari innovativo, come potrebbe essere un Politecnico, dotato anche di facoltà umanistiche e con una gestione più efficiente e più socialmente controllata. Si potrebbe pensare che la gestione della didattica sia distinta da quella degli indirizzi politici generali, anche con la distinzione della figura del Rettore da quella di Presidente dell’università. In Italia ciò avviene per le università private (Cattolica, Bocconi, Luiss, Luicc), e nell’unica università pubblica di Trento.
C’è materia per discuterne.

Riferimenti: Statuto università di Trento

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Quanto è istruita l’Italia? Ce lo dice l’Istat

14 Febbraio 2005 67 commenti


Dati definitivi del Censimento 2001
L?Istat ha diffuso i dati definitivi sull?istruzione rilevati in occasione del 14° Censimento generale della popolazione, fornendo un quadro completo sulla formazione scolastica delle persone residenti in Italia al 21 ottobre 2001.
Sono rese disponibili informazioni relative al titolo di studio più elevato, conseguito in Italia o all?estero, dalla popolazione italiana e straniera residente in famiglia o in convivenza, nonché notizie sui tassi di
iscrizione ad un corso regolare di studi per tutte le persone dai 6 ai 14 anni e sui bambini di età compresa tra 0 e 5 anni che frequentano l?asilo nido, la scuola materna o la prima elementare.
Vengono presentati, inoltre, alcuni confronti con i dati rilevati in occasione del Censimento della Popolazione 1991 al fine di analizzare i cambiamenti del fenomeno nei dieci anni trascorsi tra le due rilevazioni.
L?analisi è svolta a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale e permette confronti tra le diverse aree del territorio.
I dati sono stati raccolti in un data warehouse, una banca dati accessibile via Internet sia dal sito dell?Istat (www.istat.it) sia da quello dedicato ai censimenti (http://censimenti.istat.it) che permette all?utente di
effettuare elaborazioni personalizzate fino al dettaglio comunale e di trasferirle direttamente sul proprio
computer.
Riferimenti: Sintesi delle elaborazioni Istat

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Un Convegno per una nuova alleanza Università-Imprese

13 Febbraio 2005 2 commenti


Si respira un?aria nuova, di sostanziale unità d?intenti, nel rapporto tra Università e imprese, perlomeno come buone intenzioni. E non è poco, considerato che i fatti che tutti si aspettano dopo le buone parole e quindi gli accordi migliori, nascono proprio dal clima di dialogo e di fiducia che si instaura tra le parti che s?incontrano. E? quanto emerge dal Convegno organizzato l?11 febbraio a Oristano dalla CNA e dal Consorzio 21 sul tema ?Ricerca e innovazione tecnologica nell?artigianato e nelle piccole e medie imprese?. I relatori rappresentanti i quattro soggetti presenti al tavolo (piccoli imprenditori organizzati dalla CNA, la Regione, l?Università e le Banche) non si sono risparmiati critiche reciproche, ma anche autocritiche, tuttavia nella chiara prospettiva di impegno comune. L?impronta è stata data dalle parole di apertura del presidente della CNA sarda Mario Cavada, che ha invitato a leggere il Convegno come prova di aumento della consapevolezza dei piccoli imprenditori dell?importanza della ricerca e dell?innovazione tecnologica e del legame stretto tra ricerca e innovazione e pertanto della necessità di investire in ricerca in controtendenza rispetto a quanto accade. In tutto ciò si riconosce il ruolo crescente dell?Università, che della ricerca è la massima sede creatrice, e la necessità di interventi di sostegno pubblico e del sistema bancario. Che fare allora? Una serie di proposte sono venute dai relatori, a cominciare da Giovanni Mulas, presidente della CNA di Oristano, secondo cui il problema del sistema produttivo italiano non è di deficit di propensione all?innovazione quanto di sottovalutazione della ricerca scientifica, e, pertanto, di scarsità di finanziamenti ad essa dedicati dal pubblico e dal privato. Importante anche il legame con la formazione, sia con riferimento a quella di base e tecnico professionale che all?alta formazione. Adolfo Lai, delegato per la ricerca scientifica dell?Università di Cagliari e Attilio Mastino, pro rettore dell?Università di Sassari, hanno confermato la disponibilità dei rispettivi Atenei, innanzitutto per l?ascolto delle esigenze dei soggetti del sistema produttivo; hanno dato quindi conto delle iniziative assunte per facilitare il trasferimento della ricerca nelle attività produttive, anche con i cosiddetti spinn-off . A questo proposito gli Atenei stanno dotandosi di strutture specializzate (liaison office) per facilitare le relazioni tra Università e imprese sul territorio. Lai e Mastino hanno messo in rilievo il dato di sottoinvestimento in ricerca che caratterizza negativamente la situazione italiana e che si aggrava ulteriormente nella situazione sarda. L?impegno delle Università, coerente con le indicazioni dell?Unione Europea per l?Europa della conoscenza, è comunque assicurato sia sul versante della ricerca che su quello della formazione nei diversi percorsi (istruzione tecnica superiore, permanente, alta formazione). Giuliano Murgia, direttore del Consorzio 21, ha spiegato quali sono gli interventi messi in campo dalla Regione per favorire l?innovazione nella piccola e media impresa, ai quali non ha corrisposto un?elevata iniziativa delle stesse imprese. Tanto per citare un dato: a fronte di una buona presenza delle aziende informatiche nella regione, risulta una bassissima utilizzazione di Internet da parte delle imprese sarde. Occorre pensare a nuovi interventi nella consapevolezza della necessità di un salto di qualità. Giorgio Ligas dell?Artigiancassa ha sottolineato la necessità di migliorare la comunicazione interaziendale ed ha poi proposto di individuare nuove modalità di finanziamento della ricerca e dell?innovazione, attraverso la creazione di appositi fondi dedicati. Antonio Sassu, presidente del Banco di Sardegna, ha illustrato le iniziative assunte dal sistema bancario, che, nonostante le critiche mossegli da più parti, non può essere considerato il motore primo dell?innovazione, che invece compete all?impresa. Ha poi delineato il compito fondamentale assunto dalla formazione permanente che costituisce la più importante leva dell?innovazione, nei processi di continuo miglioramento della qualità dei prodotti e dei servizi. E? poi seguito un intenso dibattito nel quale sono intervenuti Giuseppe Pintori, che ha criticato i ritardi dell?Università nel rispondere alle esigenze delle imprese; Franco Nurzia, delegato ai progetti europei dell?Università di Cagliari, che ha delineato i nuovi indirizzi dell?Ateneo in tema di ricerca finalizzata allo sviluppo del territorio; Alberto Tasca, piccolo imprenditore, che ha raccontato di come vengano mortificate le capacità di creatività degli imprenditori locali, anche per la difficoltà di fare sistema con gli altri soggetti (Istituzioni e Università); Francesco Porcu, segretario provinciale della CNA, che ha delineato le politiche della Confederazione in tema di ricerca per l?innovazione; Franco Meloni, dirigente dell?Università di Cagliari, che ha messo in evidenza il dato di grande partecipazione universitaria al Convegno, rivelatore di una nuova attenzione degli Atenei alle problematiche degli imprenditori. Non bisogna farsi sfuggire questa favorevole circostanza, nella quale è richiesto un maggiore protagonismo agli stakeholders dell?Università per corrispondere alle esigenze vecchie e nuove manifestate dalle imprese. Ha, infine, concluso Tommaso Campanile, dirigente della CNA nazionale, che ha manifestato soddisfazione per la riuscita del Convegno soprattutto per i contributi e le disponibilità di tutte le parti intervenute. Da qui partiamo per trasformare questa comune disponibilità in programmi, progetti e piani operativi.

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Saperi locali in Sardegna. Tradizione e innovazione nell’attività economica

10 Febbraio 2005 2.482 commenti


Lunedì 14 febbraio 2005, ore 17.00
Aula Magna del Dipartimento di Architettura dell’Università di Cagliari
Via Corte d’Appello – Cagliari

Presentazione del volume
Saperi locali in Sardegna
Tradizione e innovazione nell’attività economica

Partecipano con l’Autore Antonio Sassu Giulio Angioni (Università di Cagliari)
Valentina Argiolas (Imprenditrice)
Marco Vannini (Università di Sassari)

Interviene
Renato Soru (Presidente della Regione)

Coordina il dibattito
Giacomo Mameli (Direttore Sardinews)

Riferimenti: Cuec Editrice

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Nasce a Trento il centro di eccellenza per la ricerca scientifica

8 Febbraio 2005 2 commenti


L’Italia gioca oggi un ruolo da protagonista nello scenario scientifico europeo grazie a una nuova iniziativa internazionale di innovazione e ricerca avanzata. Nell’ambito della Conferenza europea “Government Leaders Forum”, e’ stata annunciata la formazione nei prossimi mesi a Trento di un centro di eccellenza multi-disciplinare per la ricerca e l’innovazione. Il centro e’ frutto di un accordo, siglato a Praga, tra il ministro dell’Innovazione, Lucio Stanca, il ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, Bill Gates, fondatore di Microsoft, il rettore dell’Universita’ di Trento, Davide Bassi, e l’Assessore alla Ricerca della Provincia Autonoma di Trento, Gianluca Salvatori. Il nuovo centro e’ la risposta concreta alle esigenze espresse dal mondo politico ed economico di dare un nuovo impulso allo sviluppo del “Sistema Italia” attraverso l’innovazione e la ricerca, per richiamare investimenti da parte di aziende straniere e rilanciare la competitivita’ del nostro Paese. Il contributo della nuova struttura e’ volto allo sviluppo di studi e programmi in grado di oltrepassare le attivita’ classiche della ricerca di base e portare a nuove scoperte scientifiche che abbiano un grande impatto a livello sociale e medico, come, ad esempio, una migliore comprensione delle cause di gravi e comuni malattie, l’individuazione di nuove terapie e di vaccini piu’ avanzati.
Fonte Formez: www.formez.it

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